Parco della Vettabbia, quel cancello mai aperto

Articolo pubblicato su Urbanfile il 10.11.2017. Ultimo aggiornamento: 24.07.2020

Ci troviamo nell’estrema periferia sud est di Milano, esattamente al confine tra il centro abitato e la campagna, in fondo al quartiere Corvetto ed il Borgo di Nosedo tra il Municipio 4 ed il 5.

L’area a sud est del Comune di Milano è adibita a Parco Agricolo Sud, istituito con la Legge Regionale numero 24 del 23.04.1990 per un’area totale di 47.000 ettari.

All’interno del Parco Agricolo Sud è presente il Parco della Vettabbia, con una superficie di 374.600 m², realizzato tra il 2005 ed il 2015. Il parco ed è formato da undici sezioni:

  • Noceto – Prato calpestabile.
  • Bosco della Vettabbia.
  • Roggia dell’accessio.
  • Stagno dell’acqua resa.
  • Bosco umido – Ecosistema filtro.
  • Parcheggio.
  • Frutteto antico.
  • Giardini di Sant’Arialdo.
  • Cavo Macconago.
  • Marcita di Chiaravalle.
  • Bosco della Gerola.
Figura 1: Cartografia delle zone del parco previste nel progetto iniziale (Fonte: Comune di Milano, 2005)
Figura 1: Cartografia delle zone del parco previste nel progetto iniziale (Fonte: Comune di Milano, 2005)

Nella porzione del parco più a stretto contatto con il centro abitato, i lavori sono iniziati nel 2013 e si sono conclusi nella seconda metà del 2014; un’area grande circa 2,24 ettari. Quest’area del Parco della Vettabbia è chiamata “Noceto – Prato calpestabile” e si estende fino alla roggia, dove poi inizia un’altra area del parco chiamata “Bosco della Vettabbia” la quale non è mai stata aperta al pubblico. La porzione di territorio chiamata “Noceto – Prato calpestabile” è localizzata nei pressi della Cascina Nosedo.

Quest’area verde in passato non ha mai avuto una vera destinazione d’uso, vista la sua periferica localizzazione nel territorio del Comune. In passato l’area è stata utilizzata sia da parte dei vecchi proprietari della Cascina Nosedo come luogo per smaltimento non autorizzato di rifiuti pericolosi e pascolo di mucche. Inoltre una porzione dell’area era adibita ad orti abusivi.

Nel 2013, con i lavori di riqualificazione, sono stati potati alcuni alberi già presenti nell’area, mentre altri sono stati rimossi perché malati o pericolanti. In seguito sono stati piantati dei piccoli arbusti.

Figura 2: Ingresso del parco (Fonte: foto dell'autore, 2017)
Figura 2: Ingresso del parco (Fonte: foto dell’autore, 2017)

Sono stati creati due ingressi con un percorso ciclo-pedonale che forma delle linee perimetrali con un semi-cerchio. Il parco è recintato con un cancello colore verde che poggia su basi di mattoni e cemento. A fianco al percorso ciclo-pedonale sono state costruite delle panchine dal design semplice, con base di mattoni. Inoltre in tutta l’area è presente l’illuminazione pubblica con lampade a led.

Figura 3: Area del parco (Fonte: foto dell'autore, 2017)
Figura 3: Area del parco (Fonte: foto dell’autore, 2017)
Figura 4: Interno del parco (Fonte: foto dell'autore, 2017)
Figura 4: Interno del parco (Fonte: foto dell’autore, 2017)

Questa porzione del Parco della Vettabbia può considerarsi conclusa da ormai due anni ma non è stata aperta al pubblico. L’illuminazione pubblica viene regolarmente accesa ogni sera. Il cancello viene aperto solo per far entrare gli operai che tagliano regolarmente l’erba, evitando così che si verifichi una situazione di abbandono.

Figura 5: Parco durante le ore notturne (Fonte: foto dell'autore, 2017)
Figura 5: Parco durante le ore notturne (Fonte: foto dell’autore, 2017)

Nel 2013, congiuntamente a questi lavori, sono state ridisegnate e riqualificate le piste ciclabili nei pressi del parco e delle cascine circostanti con collegamenti verso il Parco della Vettabbia fino all’Abbazia di Chiaravalle.

Figura 6: Pista ciclabile riqualificata (Fonte: foto dell'autore, 2017)
Figura 6: Pista ciclabile riqualificata (Fonte: foto dell’autore, 2017)

Leggi qui la seconda parte dell’articolo

Leggi l’approfondimento finale:



FONTI (ULTIMA CONSULTAZIONE 09.11.2017):

Un pensiero su “Parco della Vettabbia, quel cancello mai aperto

  1. Pingback: Aggiornamento dal Parco della Vettabbia: Parco Depuratore Nosedo Vettabbia | Gianluca Brescia blog

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