Navigli milanesi

Alcune curiosità sui Navigli milanesi

Il quartiere dei Navigli e la Darsena di Porta Ticinese hanno subìto nel tempo un processo di trasformazione chiamata gentrification. Essa implica il cambiamento della popolazione residente.

Come sosteneva la sociologa Ruth Glass (1964) il processo di gentrification comprende tre diversi fattori: GEOGRAFICO, SOCIALE, EDILIZIO. Nel primo fattore a carattere GEOGRAFICO: la gentrification si manifesta in una grande metropoli ed assumere la sua dimensione della grandezza di un quartiere: riguarda in modo particolare aree deprivate, ma prossime al centro della città. Nel fattore a carattere SOCIALE, il fenomeno assume importante rilevanza l’appartenenza di classe: accade infatti che famiglie o individui dalla middle class vadano a occupare alloggi e quartieri dai quali sono state espulse le famiglie della working class. Infine nell’ultimo fattore a carattere EDILIZIO, la gentrification riguarda vecchie abitazioni degradate, le quali vengono recuperate e ammodernate dai nuovi residenti con ripercussioni sul valore immobiliare. (Dematteis, Lanza, 2014).

Il fenomeno della gentrification si è sviluppato nella città della Madonnina in diversi periodi storici:

  • Anni Sessanta: QUARTIERE BRERA. La zona era a carattere popolare con case ottocentesche;
  • Anni Ottanta: LA ZONA DEI NAVIGLI E DELLA DARSENA. Il Naviglio Grande era un quartiere con popolazione popolare con una vita bohème, invece il Naviglio Pavese non si è trasformato allo stesso modo;
  • Anni Duemila: ZONA ISOLA ed il QUARTIERE SANT’AMBROGIO.

Se iniziamo a camminare lungo il Naviglio Grande, possiamo incontrare un luogo che nel tempo ha conservato la memoria del quartiere a carattere popolare del Naviglio: mi riferisco al Vicolo dei Lavandai.

Figura 1: Vicolo dei Lavandai (Fonte: foto dell’autore, 2014)
Figura 1: Vicolo dei Lavandai (Fonte: foto dell’autore, 2014)

Il Vicolo dei Lavandai era un antico lavatoio usato dalle donne per lavare i propri indumenti e biancheria, questa attività si concluse alla fine degli anni Cinquanta del Novecento. Il nome del luogo è dedicato ai lavandai e non alle lavandaie, perché nell’Ottocento ad occuparsi del servizio di lavaggio erano gli uomini, organizzati in una vera e propria associazione chiamata “La confraternita dei Lavandai di Milano” nata nel 1700. Oggi il nome del luogo viene usato anche al femminile quindi lo si conosce anche con Vicolo delle Lavandaie. Accanto al lavatoio in passato era presente un vecchia drogheria che vendeva sapone, candeggina e spazzole alle donne: oggi al posto della drogheria c’è un ristorante. Questo è accaduto grazie alla gentrification, quindi alla trasformazione dei Navigli da quartiere popolare a quartiere che oggi tutti conosciamo come luogo della movida. Durante questa trasformazione al posto delle vecchie botteghe sono nati ristoranti e cocktail bar ma con un criterio specifico: lungo l’Alzaia Naviglio Grande troviamo soprattutto cocktail bar invece sulla Ripa di Porta Ticinese ci sono più ristoranti.

La gentrification ha modificato anche la viabilità: il Naviglio Grande fino agli anni Ottanta era ancora aperto al traffico automobilistico. Sulla Ripa di Porta Ticinese erano presenti i binari del tram della linea 19 e fino al 1966 passava la Tranvia interurbana Milano-Corsico-Abbiategrasso.

Figura 2: Tram 19 al Naviglio Grande (Fonte: Forum SkyscraperCity Milano Storia dei Trasporti Pubblici, autore sconosciuto, data sconosciuta)
Figura 2: Tram 19 al Naviglio Grande (Fonte: Forum SkyscraperCity Milano Storia dei Trasporti Pubblici, autore sconosciuto, data sconosciuta)

I binari per un tratto erano a senso unico con due coppie di binari, In questo punto, il tram doveva aspettare il passaggio della vettura proveniente dal senso opposto per poter continuare il proprio percorso.

Figura 3: Tranvia interurbana Milano-Corsico-Abbiategrasso al Naviglio Grande (Fonte: Milanoneisecoli, autore sconosciuto, data sconosciuta)
Figura 3: Tranvia interurbana Milano-Corsico-Abbiategrasso al Naviglio Grande (Fonte: Milanoneisecoli, autore sconosciuto, data sconosciuta)
Figura 4: Tram 19 alla Ripa di Porta Ticinese (Fonte: Flickr, autore John F. Bromley, 1968)
Figura 4: Tram 19 alla Ripa di Porta Ticinese (Fonte: Flickr, autore John F. Bromley, 1968)
Figura 5: Tram 19 alla Ripa di Porta Ticinese (Fonte: Flickr, autore John F. Bromley, 1972)
Figura 5: Tram 19 alla Ripa di Porta Ticinese (Fonte: Flickr, autore John F. Bromley, 1972)
Figura 6: Tram 19 all'inizio della Ripa di Porta Ticinese (Fonte: Flickr, autore John F. Bromley, 1972)
Figura 6: Tram 19 all’inizio della Ripa di Porta Ticinese (Fonte: Flickr, autore John F. Bromley, 1972)

Non tutto si è trasformato al Naviglio Grande, ed alcune tradizioni permangono nel tempo: mi riferisco alle luminarie natalizie lungo il Naviglio Grande presenti ogni anno dal 1982. Le luci di Natale ogni sono curate dall’Associazione del Naviglio Grande che provvede ad installarle a partire dall’ultima settimana di Novembre fino all’Epifania. Le luci riflesse nel Naviglio sono l’unica luminaria delle feste natalizie ad essere sempre uguale per la città a differenza di altre luminarie come ad esempio l’albero in Piazza Duomo dove ogni anno uno sponsor presenta la propria versione.

Video 1: Navigazione notturna Naviglio Grande con luci di Natale (Fonte: video dell’autore, 2018)

Oltre alle luminarie del Naviglio Grande, dal 2015 anche la Darsena viene allestita a tema natalizio. Per il Natale 2019 è stato proposto uno show notturno di luci e fontane alte quaranta metri con musica a tema del Natale. L’evento è stato sponsorizzato dalla Vodafone ed il Comune.

Video 2: Vodafone Aqua Show Milano Natale 2019 (Fonte: video dell’autore, 2019)

Un luogo storico del Naviglio Grande è la Chiesa di San Cristoforo sul Naviglio.

Figura 7: Chiesa di San Cristoforo sul Naviglio (Fonte: foto dell'autore, 2019)
Figura 7: Chiesa di San Cristoforo sul Naviglio (Fonte: foto dell’autore, 2019)

La Chiesa di San Cristoforo è una delle chiese più antiche di Milano ed è molto particolare perché è costituita infatti da due chiese edificate una sull’altra più un’abside, in tre stili diversi in tre secoli diversi.

Il corpo più antico, facilmente riconoscibile sulla sinistra della facciata, risale alla metà del XIII Secolo: era in stile romanico e sorgeva ai bordi di un canale chiamato Lambretto: dobbiamo ricordare che il Naviglio Grande non era ancora arrivato fino a Milano.

La seconda parte, in stile gotico-lombardo, incombe sulla vecchia chiesetta.  Essa fu costruita a cavallo dell’anno 1400 per volontà di Gian Galeazzo Visconti, come voto contro la pestilenza che aveva colpito Milano. San Cristoforo, insieme a San Rocco, era nel frattempo divenuto il patrono degli appestati e degli infermi.

Nel 1625 gli spagnoli aggiunsero un’abside in un terzo stile diverso, e abbatterono la parete divisoria: San Cristoforo divenne una rarissima chiesa a due navate parallele.

Oggi, nella diocesi di Milano, San Cristoforo è la chiesa nella quale si svolge il maggior numero di matrimoni all’anno. All’interno sono presenti gli affreschi della scuola di Bernardino Luini e di Ambrogio da Fossano detto Il Bergognone.

Video 3: Navigazione Naviglio Grande a Milano davanti alla Chiesa di San Cristoforo (Fonte: video dell’autore, 2019)

Poco dopo la chiesa troviamo il Ponte Richard Ginori. Si tratta di un ponte in ferro costruito nel 1906 con la stessa tecnologia utilizzata per la costruzione della Torre Eiffel di Parigi e del ponte ferroviario di Paderno d’Adda.

Figura 8: Ponte Richard Ginori (Fonte: foto dell'autore, 2020)
Figura 8: Ponte Richard Ginori (Fonte: foto dell’autore, 2020)

Si trova di fronte alla ex fabbrica abbandonata Richard Ginori, un tempo alle porte di Milano e produceva ceramiche lungo la Via Lodovico il Moro.

Lo stabilimento era dotato di un raccordo ferroviario che lo collegava direttamente alla ferrovia di Milano Porta Genova. Il ponte mobile scendeva al livello del Naviglio dove si trovava il raccordo ferroviario che consentiva la continuità dello stesso dallo stabilimento alla rete ferroviaria. Una volta terminata l’operazione il ponte veniva riportato a livello alto e permetteva così il passaggio delle barche sul Naviglio.

Oltre la Richard Ginori il paesaggio urbano inizia a diminuire. Lungo la Ciclovia del Naviglio Grande si possono trovare elementi che oggi sono poco presenti in una città come ad esempio le cascine.

Video 4: Ciclovia del Naviglio Grande (Fonte: video dell’autore, 2014)
Figura 9: Cascine a Trezzano sul Naviglio (Fonte: foto dell'autore, 2014)
Figura 9: Cascine a Trezzano sul Naviglio (Fonte: foto dell’autore, 2014)
Figura 10: Alcuni paesaggi del Naviglio Grande tra Gaggiano ed Abbiategrasso (Fonte: foto dell'autore, 2014)
Figura 10: Alcuni paesaggi del Naviglio Grande tra Gaggiano ed Abbiategrasso (Fonte: foto dell’autore, 2014)

Ritornando al quartiere dei Navigli, il luogo di collegamento tra il Naviglio Grande ed il Naviglio Pavese è la Darsena di Porta Ticinese.

Prima di arrivare alla Darsena, l’ultimo ponte del Naviglio Grande che da Turbigo arriva fino a Milano è chiamato Ponte dello Scodellino.

Sull’origine del nome del ponte esistono due storie:

  • La prima storia ci ricorda che il ponte si chiama così perché, attraversandolo, i battellieri dovevano pagare il transito con uno Scudello, ovvero una moneta dal valore di ¼ di scudo ma la Veneranda Fabbrica del Duomo ne era esentata e navigava gratis, date le pie motivazioni dell’impresa.  Sui blocchi di marmo era scritto “Ad usum fabricae”, in sigla A.U.F.. Questa sigla oggi la possiamo trovare davanti alla Conca della Viarenna vicino alla Darsena.
  • Nella seconda storia ci viene raccontato che ai battellieri della Veneranda Fabbrica del Duomo sotto al ponte veniva offerta una scodella di minestra, o meglio una “scodellina”.

La Darsena di Porta Ticinese come la conosciamo oggi è il risultato un un progetto di riqualificazione urbana concluso ad aprile 2015 prima dell’inizio di EXPO Milano 2015.

Figura 8: Darsena di Porta Ticinese (Fonte: foto dell'autore, 2017)
Figura 11: Darsena di Porta Ticinese vista da Viale Gorizia (Fonte: foto dell’autore, 2017)

La Darsena fino al 1979 era il porto della città di Milano. Originariamente il porto della città si è spostato da Piazza Sant’Eustorgio a Largo Santo Stefano, alla posizione attuale di Porta Ticinese. Dagli anni Ottanta, il vecchio porto ha subìto un processo di degrado ed abbandono.

Figura 12: Depositi di sabbia in Darsena (Fonte: Biblioteca di Storia dell'Arte della Musica e dello Spettacolo dell'Università degli Studi di Milano, autore sconosciuto, data sconosciuta)
Figura 12: Depositi di sabbia in Darsena (Fonte: Biblioteca di Storia dell’Arte della Musica e dello Spettacolo dell’Università degli Studi di Milano, autore sconosciuto, data sconosciuta)
Figura 13: Veduta della Darsena. Un'automobile parcheggiata (Fonte: Lombardia Beni Culturali, autore Giampietro Agostini, 1997)
Figura 13: Veduta della Darsena. Un’automobile parcheggiata (Fonte: Lombardia Beni Culturali, autore Giampietro Agostini, 1997)
Figura 14: Darsena abbandonata (Fonte: Repubblica Milano, autore sconosciuto, 2009)
Figura 14: Darsena abbandonata (Fonte: Repubblica Milano, autore sconosciuto, 2009)
Figura 15: Darsena abbandonata (Fonte: Repubblica Milano, autore sconosciuto, data sconosciuta)
Figura 15: Darsena abbandonata (Fonte: Repubblica Milano, autore sconosciuto, data sconosciuta)

Dal 2015 la Darsena è un nuovo luogo di aggregazione sociale insieme al Naviglio Grande ed al Naviglio Pavese. Occasionalmente in Darsena vengono svolti diversi eventi come ad esempio ad agosto 2018 c’è stata l’installazione di un villaggio a tema della Formula 1. Invece per il Natale 2019 la Darsena è stata scelta dalla Vodafone per la rappresentazione di uno show giochi d’acqua a tema del Natale.

Video 5: F1 Milano Festival 2018 laser show (Fonte: video dell’autore, 2018)
Video 6: Vodafone Aqua Show Milano Natale 2019 (Fonte: video dell’autore, 2019)

Dalla Darsena le stesse acque del Naviglio Grande confluiscono nel Naviglio Pavese. Una curiosità è legata al primo ponte del Naviglio Pavese chiamato Ponte del Trofeo.

Il ponte è chiamato in questo modo perché nel 1601 il governatore dello Stato di Milano, Don Pietro Enriquez de Acevedo conte di Fuentes fece installare un monumento a suo nome, chiamato Trofeo Fuentes, per gloriarsi di aver reso finalmente navigabile il Naviglio Pavese unendo così Milano al Mare Adriatico, attraverso la via verso Pavia. Il monumento fu rimosso nel 1863.

Figura 16: Trofeo Fuentes al Naviglio Pavese (Fonte: Wikipedia, autore sconosciuto, data sconosciuta)
Figura 16: Trofeo Fuentes al Naviglio Pavese (Fonte: Wikipedia, autore sconosciuto, data sconosciuta)

Il monumento era installato dove attualmente inizia Via Ascanio Sforza. Proprio su questa via fino al 2016 erano presenti diversi barconi adibiti a ristorante. I barconi in passato erano usati per portare la ghiaia e la sabbia alla Darsena.

Il Naviglio Pavese non ha subìto la gentrification come il Naviglio Grande: sono presenti ristoranti e cocktail bar ma in misura minore. Inoltre non è tutto pedonale la Via Ascanio Sforza è aperta al traffico in alcuni giorni della settimana. Inoltre il Naviglio Pavese a differenza del Naviglio Grande presenta lungo tutto il suo percorso delle Conche di Navigazione.

Una conca di navigazione è una specie di ascensore che serve a portare le imbarcazioni da un livello all’altro, e funziona con la forza dell’acqua. È formata da una vasca, detta “invaso”, e da due sbarramenti che la delimitano. Aprendo a valle e chiudendo a monte, l’invaso si svuota e l’imbarcazione scende al livello inferiore. Invertendo il procedimento, l’invaso si riempie e l’imbarcazione si solleva al livello superiore.

Il Naviglio Pavese ha dodici conche di navigazione (in alcuni casi però se ne considerano quattordici perché le ultime due conche a Pavia sono doppie). La prima di queste è chiamata Conchetta.

Video 7: Conchetta e navigazione Naviglio Pavese (Fonte: video dell’autore, 2018)

La seconda conca del Naviglio Pavese nel territorio di Milano è la Conca Fallata. Fu chiamata così dai milanesi perché l’ingegnere che doveva prevedere alla sua costruzione, Giuseppe Meda, non vide mai la sua opera conclusa.

Figura 17: Conca Fallata (Fonte: foto dell'autore, 2016)
Figura 17: Conca Fallata (Fonte: foto dell’autore, 2016)

Le chiuse della conca sono dette “vinciane” per il contributo che ha dato Leonardo Da Vinci. Oggi le “chiuse vinciane” sono utilizzate in tutto il mondo: da Panama all’Inghilterra, dal Nilo al Canada, e naturalmente in tutti i Navigli Lombardi.

Figura 18: Camden Lock: le “chiuse vinciane” a Londra (Fonte: foto dell'autore, 2014)
Figura 18: Camden Lock: le “chiuse vinciane” a Londra (Fonte: foto dell’autore, 2014)

Il terzo Naviglio della Città di Milano è Il Naviglio della Martesana. In passato era collegato con la Darsena attraverso la Cerchia Interna. Oggi ci sono pochissimi segni della Cerchia Interna all’interno della città come ad esempio la Conca della Viarenna (in Via Conca del Naviglio) e la Conca dell’Incoronata (in Via San Marco).

Figura 19: Conca dell'Incoronata e Conca della Viarenna (Fonte: foto dell'autore, 2015 + 2017)
Figura 19: Conca dell’Incoronata e Conca della Viarenna (Fonte: foto dell’autore, 2015 + 2017)

Nell’aprile 2019 la Conca dell’Incoronata è stata oggetto di un evento all’interno del palinsesto del Fuorisalone 2019. C’è stata un’installazione curata da Marco Balich (manager della Balich Worldwide Show, che progetta show ed eventi come ad esempio lo show dell’Albero della Vita ad EXPO Milano 2015). La mostra era dedicata al tema dell’acqua e a Leonardo da Vinci.

Video 8: AQUA Leonardo da Vinci’s Water Vision (Fonte: video dell’autore, 2019)

Ritornando al Naviglio della Martesana (chiamato inizialmente Naviglio Piccolo), nasce a Trezzo sull’Adda fino a Milano in Via Melchiorre Gioia / Via Tirano.

Video 9: Ciclovia Naviglio Martesana a Milano (Fonte: video dell’autore, 2014)

Il paesaggio del canale è caratterizzato dalla vicina presenza della Metropolitana linea 2 (la linea verde), oltre a moltissime cascine ed aree verdi. Il Naviglio della Martesana a differenza del Naviglio Pavese e del Naviglio Grande è navigabile solo nel suo tratto iniziale.

Figura 20: Alcuni paesaggi del tratto milanese del Naviglio della Martesana (Fonte: foto dell'autore, 2014)
Figura 20: Alcuni paesaggi del tratto milanese del Naviglio della Martesana (Fonte: foto dell’autore, 2014)

Inoltre nei pressi del Naviglio della Martesana possiamo trovare anche diversi luoghi abbandonati.


Qui sotto puoi vedere un mio progetto universitario sul censimento dei luoghi abbandonati per il Comune di Gorgonzola.



FONTI (ULTIMA CONSULTAZIONE 29.02.2020):

  • Associazione Naviglio Grande – Luminarie natalizie (Autore: Associazione del Naviglio Grande, articolo del 22.11.2019).
  • DEMATTEIS G., LANZA C., 2014, Le città del mondo. Una geografia urbana, UTET Università, Milano.
  • Figura 2: forum SkyscraperCity Milano Storia dei Trasporti Pubblici, autore sconosciuto, data sconosciuta.
  • Figura 3: Milanoneisecoli, autore sconosciuto, data sconosciuta.
  • Figura 4: Flickr, autore John F. Bromley, 1968.
  • Figura 5: Flickr, autore John F. Bromley, 1972.
  • Figura 6: Flickr, autore John F. Bromley, 1972.
  • Figura 12: Biblioteca di Storia dell’Arte della Musica e dello Spettacolo dell’Università degli Studi di Milano, autore sconosciuto, data sconosciuta.
  • Figura 13: Lombardia Beni Culturali, autore Giampietro Agostini, 1997.
  • Figura 14: Repubblica Milano, autore sconosciuto, 2009.
  • Figura 15: Repubblica Milano, autore sconosciuto, data sconosciuta.
  • Figura 16: Wikipedia, autore sconosciuto, data sconosciuta.
  • Navigli Lombardi – Ponte Richard Ginori (Autore sconosciuto, data sconosciuta).
  • Navigli Lombardi – Vicolo dei Lavandai (Autore sconosciuto, data sconosciuta).

Questo articolo fa parte del racconto che facevo ai visitatori durante alcuni eventi. Se vuoi leggere le recensioni che ho ricevuto guarda questa pagina.

35 pensieri su “Navigli milanesi

  1. Complimenti vivissimi per la ricerca storiografica.
    Mai riuscirei in un intento simile.
    Sai che io non sono mai stato ai Navigli?
    A dicembre ero intenzionato a fare 3 giorni a Milano, ma poi per vari motivi ho dovuto accontentarmi di un solo giorno PD-MI, rinunciando ad una visione più ampia.
    Quindi niente Navigli, fino ad ora.

    Piace a 1 persona

    • Grazie mille! 😀 Hai avuto qualche anticipazione fotografica riguardo al Naviglio Grande 😃 Ti consiglio un giorno di visitare il Naviglio Grande, il Naviglio Pavese e la Darsena: sono vicini tra di loro. Il Naviglio della Martesana è localizzato nell’area nord est di Milano. Il mio consiglio durante la stagione estiva è la visita dei Navigli dal tramonto in poi 🌅

      Piace a 1 persona

  2. Pingback: I murales nelle politiche urbane | Gianluca Brescia blog

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