La riqualificazione urbana ai margini di Milano. Il caso della cascina Nosedo

INTRODUZIONE

L’articolo si propone di riflettere sul tema della riqualificazione urbana all’interno della città di Milano attraverso l’analisi del caso della Cascina Nosedo.


La Cascina Nosedo rientra nella tipologia di cascina agricola lombarda a corte chiusa e si trova nell’estrema periferia sud est della città di Milano al confine tra il Municipio 4 ed il Municipio 5. La cascina è formata da due grandi corpi distinti, gli immobili più antichi risalgono al XIV Secolo. L’intera area ha una dimensione di 3.324 m2 e ad oggi comprende nove edifici, fino agli anni Novanta gli immobili erano dieci.

Figura 1: Cartografia della Cascina Nosedo. Carta Tecnica Comunale di Milano del 2006 (Fonte: foto reperita dall’Associazione La Strada)
Figura 1: Cartografia della Cascina Nosedo. Carta Tecnica Comunale di Milano del 2006 (Fonte: foto reperita dall’Associazione La Strada)

Il primo corpo situato nei pressi dell’ingresso del “Parco Depuratore Nosedo Vettabbia” è attualmente adibito ad abitazioni private. La seconda porzione dell’immobile è di proprietà del Comune a partire da luglio 2015 con l’affidamento tramite un contratto di locazione alle associazioni Consorzio SIR e Cooperativa La Strada.

Il paesaggio nei pressi della cascina presenta le caratteristiche peculiari di un’area di frangia. Essa nasce con crescita delle periferie urbane le quali si sono espanse nei territori che precedentemente erano occupati dalla campagna. La frangia urbana è un elemento del paesaggio che è in contrasto con la città e la campagna e si sovrappone su di esse (Provincia di Milano, 2003).

Figura 2: Attività produttiva nei pressi della Cascina Nosedo (Fonte: foto dell'autore, 2020)
Figura 2: Attività produttiva nei pressi della Cascina Nosedo (Fonte: foto dell’autore, 2020)
Figura 3: Aree limitrofe alla Cascina Nosedo. Carta Tecnica Comunale di Milano del 1990. Scala 1:1000 (Fonte: Geoportale SIT del Comune di Milano. Didascalia elaborata dall’autore, Ultima consultazione, 30 maggio 2020)
Figura 3: Aree limitrofe alla Cascina Nosedo. Carta Tecnica Comunale di Milano del 1990. Scala 1:1000 (Fonte: Geoportale SIT del Comune di Milano. Didascalia elaborata dall’autore, Ultima consultazione, 30 maggio 2020)

Le aree sud della cascina presentano le caratteristiche peculiari del paesaggio agricolo della bassa Lombardia con la presenza di zone umide, marcite e fontanili.

Figura 4: Parco Agricolo Sud nei pressi di Nosedo (Fonte: foto dell'autore, 2020)
Figura 4: Parco Agricolo Sud nei pressi di Nosedo (Fonte: foto dell’autore, 2020)

Essi si trovano nel territorio conosciuto con il nome di Depuratore Nosedo, nel Parco della Vettabbia e nei pressi dei borghi di Nosedo e Chiaravalle[1]. Nei pressi dell’area di Nosedo due aree presentano caratteristiche riconducibili ai paesaggi di frangia e si tratta dei borghi di Vaiano Valle e Chiaravalle. Quest’ultimo è localizzato nella periferia sud est della città, ed è interessato dal paesaggio caratteristico della frangia urbana. Il borgo nasce nei pressi dell’omonima Abbazia fondata dal monaco Bernard de Fontaine e consacrata nel 1221[2]. Un esempio di frangia urbana può essere ricondotto al vecchio tracciato ferroviario della tratta Milano-Genova dismesso nel 2007 e ricostruito in un nuovo percorso distante dal borgo. Il vecchio tracciato è ad oggi ancora presente e attraversa tutt’ora il Parco Agricolo Sud, il borgo e l’Abbazia di Chiaravalle la quale fu parzialmente demolita per completare l’opera nel 1862.

Nel 2017 il vecchio tracciato è stato inserito nel Documento Strategico del programma di riqualificazione urbana della città sugli scali ferroviari dismessi all’interno del piano di recupero dell’ex scalo merci della stazione di Milano Rogoredo. Il progetto prevede la trasformazione del vecchio tracciato ferroviario in un percorso ciclabile e pedonale da poter collegare al Parco Cassinis e al Parco della Vettabbia[3].

Figura 5: Vecchio tracciato ferroviario tra il Parco Agricolo Sud e il borgo di Chiaravalle (Fonte: foto dell’autore, 2020)
Figura 5: Vecchio tracciato ferroviario tra il Parco Agricolo Sud e il borgo di Chiaravalle (Fonte: foto dell’autore, 2020)

A partire dagli anni Ottanta, la Cascina Nosedo divenne un “fortino”. Gli immobili persero la loro vocazione agricola e l’area venne adibita a base logistica per le attività della criminalità organizzata come è stato poi successivamente riportato dalla cronaca nazionale[4]. Le aree agricole di Nosedo e Vaiano Valle sono state utilizzate da parte dei privati e dagli ultimi proprietari come luogo di smaltimento di rifiuti come ad esempio[5] vernici, oli esausti, detersivi oltre alla schiuma prodotta dalle lavorazioni di fonderia con residui della fusione dell’alluminio. Oggi queste sostanze sono inserite nella categoria dei rifiuti pericolosi ai sensi del Decreto Legislativo numero 152 del 3 aprile 2006 “Norme in materia ambientale”, articolo 184, comma 5 (Ramacci, 2014).

Le attività illecite riguardavano anche il traffico nazionale ed internazionale di sostanze stupefacenti, attività di racket, usura nei confronti degli affittuari che avevano in locazione le aree nei pressi della cascina, traffico nazionale ed internazionale di armi oltre allo smaltimento non autorizzato dei rifiuti pericolosi nelle aree agricole. Alcuni locali della cascina adibiti a magazzino e costruiti con amianto erano stati trasformati in abitazioni insieme a diverse roulotte e concessi in locazione a piccole comunità extra-europee le quali lavoravano nelle aree della cascina.

Come è stato riportato successivamente dai quotidiani nazionali[6], all’interno della cascina erano abbandonate diverse autovetture molte delle quali venivano bruciate oltre alla presenza di una vasta area agricola convertita alla coltivazione di marijuana.

I proprietari della cascina avevano stretti rapporti con l’esponente della criminalità organizzata A.P., il quale organizzava la propria attività all’interno degli immobili della cascina e in altre aree strategiche nei pressi della cascina come ad esempio in un piccolo bar a pochi passi dalle aree agricole.

Durante gli anni Novanta il serial killer milanese A.M. è stato ospitato all’interno della cascina[7]. Il serial killer viveva regolarmente all’interno di uno degli immobili e in diverse occasioni ha utilizzato i terreni circostanti per occultare le prove dei suoi omicidi[8].

A partire dal 1996 le forze dell’ordine iniziano a compiere le prime indagini nei confronti della cascina con appostamenti diurni e notturni[9].

Nell’agosto del 2001 l’esponente della criminalità A.P. viene arrestato da parte delle forze dell’ordine[10].

Il 7 luglio 2015 il Comune insieme alle forze dell’ordine decide di intervenire per liberare la cascina e di affidare le aree rurali a due associazioni del Terzo Settore con il compito di riqualificare le aree interne.

Attraverso la Determinazione Dirigenziale pubblicata dal Comune di Milano il giorno 16 luglio 2015, l’immobile viene inizialmente assegnato per un anno alla Cooperativa Sociale La Strada insieme alla collaborazione del Consorzio SIR, due realtà del Terzo Settore all’interno della città. L’obiettivo dell’assegnazione era quello di garantire la custodia sociale dell’immobile per poter promuovere eventuali futuri progetti di coesione sociale come ad esempio inclusione sociale e lavorativa, attività ricreative, artistiche e ricettive.

Figura 6: Cascina Nosedo allo stato attuale (Fonte: foto dell’autore, 2020)
Figura 6: Cascina Nosedo allo stato attuale (Fonte: foto dell’autore, 2020)

Nel febbraio 2016 il Comune di Milano manifesta il proprio interesse a partecipare all’iniziativa promossa dall’Unione Europea intitolata “Urban Innovative Actions (UIA)[11].

Il Comune di Milano ha partecipato al bando europeo attraverso il progetto area-basedOpenAgri: New Skills for new Jobs in Periurban Agriculture”, con una durata triennale dal 2016 al 2019[12].

I partner del progetto, oltre al Comune, sono la Camera di Commercio, Industria e Artigianato di Milano (CCIAA), il Parco Tecnologico Padano (PTP) e la Fondazione del Politecnico di Milano.

Il capoluogo lombardo aveva individuato le aree a sud della città luogo ideale per la creazione di un “Innovation Hub”, un centro di innovazione per la promozione di piccoli progetti per l’agricoltura a carattere peri-urbano, con punto strategico la Cascina Nosedo.

Uno degli obiettivi del progetto è stata la valorizzazione e rifunzionalizzazione delle aree agricole nei pressi della cascina[13]. A tal fine il Comune aveva individuato trentatré ettari di terreno agricolo di sua proprietà tra le aree di Vaiano Valle e Nosedo[14] per avviare un laboratorio di sperimentazione per idee innovative nella filiera agro-food locale da assegnare a diversi progetti[15]. Inizialmente al bando hanno partecipato per la prima fase cinquanta progetti a carattere agricolo[16] ed alla fine della procedura di concorso sono risultati vincitori diciotto progetti[17]. Quest’ultimi hanno seguito un percorso di formazione sul progetto OpenAgri ed hanno utilizzato le aree agricole previste dal bando.

Il progetto OpenAgri è partito nel novembre 2016 per una durata complessiva di tre anni con conclusione ad ottobre 2019[18]. Ad oggi il progetto non è concluso a causa dell’emergenza Coronavirus COVID-19 ed è prorogato almeno fino alla fine di quest’anno[19].

Uno dei progetti non ancora realizzati riguarda la rifunzionalizzazione di alcuni immobili che appartengono alla cascina Nosedo per un importo di 1.760.000 euro concesso dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale. Il progetto è stato inserito nel programma delle opere pubbliche del Comune per il triennio 2017-2019.

L’area di intervento è concentrata al recupero dell’ex-fienile, della casa padronale e della tettoia utilizzata per il ricovero degli attrezzi, con la previsione dell’apertura di un nuovo ingresso per la collettività. Inoltre, sarà realizzato un basamento per la costruzione di un impianto per l’acquaponica[20].

Figura 7: Vecchia stalla e fienile con il tetto rimosso a causa dell’amianto (Fonte: foto dell’autore, 2020)
Figura 7: Vecchia stalla e fienile con il tetto rimosso a causa dell’amianto (Fonte: foto dell’autore, 2020)

Alcune aree della “casa padronale” verranno riqualificate al fine di ospitare degli spazi per nuovi imprenditori della filiera agro-food oltre ad uffici e postazioni co-working

Verrà realizzata “un’OffiCucina” per un progetto di food innovator, attrezzature e laboratori per l’analisi dei prodotti agricoli e delle cargo-bike elettriche per le consegne[21].

A conclusione del progetto, OpenAgri favorirà l’integrazione tra la città e la campagna con l’obiettivo di coinvolgere la comunità locale sui temi dell’ambiente e dell’economia sostenibile. La promozione del programma, inoltre, ha la finalità di promuove dei progetti a carattere agroalimentare, favorendo anche l’inclusione lavorativa di persone fragili[22].


Parco Depuratore Nosedo Vettabbia

Nella parte precedente sono stati descritti i territori che circondano la cascina Nosedo. Le aree in questione fino al 2000 erano di proprietà “Consorzio delle Acque navigabili Milano Cremona Po”. Successivamente il Comune ha riacquisito la proprietà delle aree. Alle spalle della cascina, tra Nosedo e Vaiano Valle, sono presenti diverse aree a carattere agricolo, una di queste è localizzata nell’immediato confine con il primo corpo della cascina e nello specifico i primi tre immobili.

Fino a quando il Comune non è ritornato proprietario della cascina, gli ex residenti hanno utilizzato queste aree anche per il pascolo delle mucche di loro proprietà. Inoltre, a partire dagli anni Novanta e fino al 2012 circa alcune porzioni di queste aree erano adibite alla funzione di appezzamenti di terreno a carattere abusivo.

Figura 8: Orti abusivi. Carta Tecnica Comunale di Milano del 2006. Scala 1:1000 (Fonte: Geoportale SIT del Comune di Milano. Legenda elaborata dall’autore, Ultima consultazione, 6 giugno 2020)
Figura 8: Orti abusivi. Carta Tecnica Comunale di Milano del 2006. Scala 1:1000 (Fonte: Geoportale SIT del Comune di Milano. Legenda elaborata dall’autore, Ultima consultazione, 6 giugno 2020)

L’area iniziò ad essere riqualificata nel 2013, due anni prima dello sgombero della Cascina Nosedo effettuato dal Comune e dalla Polizia Locale. Inizialmente i lavori si sono concentrati sulla rimozione delle costruzioni a carattere abusivo.

Il parco ha alcuni percorsi incompleti. Nel progetto originario del parco della Vettabbia in questa area dovevano essere costruiti dei piccoli ponticelli per poter agevolmente attraversare la roggia della Vettabbia per trovarsi ai pressi del borgo di Vaiano Valle. Inoltre, nel borgo doveva essere costruita un’altra porzione del parco e doveva chiamarsi “Bosco della Vettabbia”.

I lavori si sono conclusi nel 2014 ma nei tre anni successivi la nuova area verde non è stata mai aperta al pubblico anche se era regolarmente illuminata durante le ore notturne.

Le ragioni del ritardo nella riapertura sono da ricondurre ad alcune porzioni del sottosuolo all’interno del parco le quali non erano state completamente bonificate. Le operazioni di bonifica si sono concluse nel 2017 e a partire dal mese di novembre il parco è stato aperto al pubblico con il nome di “Parco Depuratore Nosedo Vettabbia” e fa parte del Parco della Vettabbia[24].

Figura 9: Progetto del parco della Vettabbia verso Nosedo e Vaiano Valle (Fonte: Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della provincia di Milano. “Parco della Vettabbia - il ciclo dell'acqua: i depuratori di Milano”, Didascalia elaborata dall’autore, Ultima consultazione 7 giugno 2020)
Figura 9: Progetto del parco della Vettabbia verso Nosedo e Vaiano Valle (Fonte: Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della provincia di Milano. “Parco della Vettabbia – il ciclo dell’acqua: i depuratori di Milano”, Didascalia elaborata dall’autore, Ultima consultazione 7 giugno 2020)

A partire dal 2016, dopo un primo anno rivolto principalmente alla pulizia dai rifiuti e alla ristrutturazione delle aree, la Cascina Nosedo è diventato un luogo di aggregazione sociale attraverso la promozione di diversi eventi ed attività.

Per quanto concerne quest’ultime c’è da segnalare la collaborazione con l’Associazione di Promozione Sociale dedicata alla sostenibilità e all’innovazione chiamata “Fucine Vulcano” nel periodo dal 2016 al 2018.  

Da gennaio 2016 all’interno della cascina si svolgono diverse tipologie di eventi, il principale è il “Falò di Sant’Antonio”. La cascina ha anche ospitato diversi eventi a tema della riscoperta dell’agricoltura ed eventi musicali come ad esempio la “Festa del Borgo Nocetum” in collaborazione con l’Associazione Nocetum della Cascina Corte San Giacomo.

La Cascina Nosedo è stata inserita a partire dal 2019 nel palinsesto dell’evento denominato “Cascine Aperte”, e nel mese di maggio ha ospitato una comunità di Alpini in occasione della 92^ Edizione dell’Adunata degli Alpini svolta nel capoluogo lombardo. All’interno degli spazi che in passato erano frequentati dalla criminalità organizzata, negli ultimi anni sono stati organizzati diversi eventi di aggregazione e coesione sociale attraverso la promozione di laboratori per i bambini, diversi incontri per gli adulti e per le comunità della Terza Età.

Figura 10: Panorama della Cascina Nosedo (Fonte: foto dell’autore, 2020)
Figura 10: Panorama della Cascina Nosedo (Fonte: foto dell’autore, 2020)

CONCLUSIONE

Si auspica che tra gli obiettivi futuri del Comune di Milano ci potrà essere una totale riqualificazione e valorizzazione delle vecchie cascine soprattutto quelle abbandonate come ad esempio si possono citare alcuni immobili localizzati nel borgo di Vaiano Valle a pochi passi dalla Cascina Nosedo. In merito a quest’ultima si spera che potrà diventare un centro perenne per l’inclusione sociale e che tutta la porzione di territorio conosciuta con il nome di Porto di Mare, localizzata a pochi passi dalla cascina venga totalmente riqualificata ad area verde come è oggi il Parco della Vettabbia all’interno del Parco Agricolo Sud Milano.  



BIBLIOGRAFIA

Viene indicata solo la bibliografia presente all’interno di questo articolo. I collegamenti ai siti Internet sono stati accorciati.

COMUNE DI MILANO, 2016, OpenAgri. New Skills for New Jobs in Peri-Urban Agriculture, Presentazione del progetto OpenAgri (https://bit.ly/3eiAIYY, Ultima consultazione, 5 giugno 2020).

LA STRADA SOCIETÀ COOPERATIVA SOCIALE, 2017, Cascina Nosedo. Relazione attività, Pubblicazione cartacea interna a cura della Cooperativa.

PROVINCIA DI MILANO, GIBELLI G.M., 2003, Il paesaggio delle frange urbane. Quaderni del piano territoriale n. 19, Franco Angeli, Milano.

RAMACCI L., 2014, Rifiuti: la gestione e le sanzioni, CELT Casa Editrice La Tribuna, Piacenza.

NOTE E SITOGRAFIA

Sono indicate solo le note e i siti Internet presenti all’interno di questo articolo. Alcuni collegamenti ai siti Internet sono stati accorciati.

[1] Fonte: Città Metropolitana di Milano (https://bit.ly/30VAIdz, Ultima consultazione 1° giugno 2020).

[2] Fonte: Città Metropolitana di Milano (https://bit.ly/3ejf4Uv, Ultima consultazione 2 giugno 2020).

[3] Documento di visione strategica sulla Riqualificazione degli Scali ferroviari del 27 giugno 2017 redatto dal Comune di Milano (https://bit.ly/2Nar92p, Ultima consultazione 2 giugno 2020, pp. 80-81).

[4] Fonte: “L’Unità” del 19 marzo 1998 (https://bit.ly/37JXsP7, Ultima consultazione 3 giugno 2020).

[5] Gli esempi sulla tipologia dei rifiuti abbandonati nelle aree della cascina Nosedo sono stati reperiti dall’archivio Internet del quotidiano “L’Unità” del 19 marzo 1998 (https://bit.ly/2YPLcZe, Ultima consultazione 3 giugno 2020).

[6] Fonte: “L’Unità” del 19 marzo 1998 (https://bit.ly/37JXsP7, Ultima consultazione 3 giugno 2020).

[7] Legge numero 375 del 26 luglio 1975, articolo 41-bis, articolo modificato il 18 ottobre 2018 (https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1975-07-26;354!vig=, Ultima consultazione 3 giugno 2020).

[8] Fonte: “La Repubblica” del 10 agosto 2012 (https://bit.ly/2Bp4tZD, Ultima consultazione 3 giugno 2020).

[9] Fonte: “L’Unità” del 19 marzo 1998 (https://bit.ly/37JXsP7, Ultima consultazione 3 giugno 2020).

[10] Fonte: “La Repubblica” del 19 agosto 2001 (https://bit.ly/2Bp4ZXz, Ultima consultazione 3 giugno 2020)

[11] Documento di presentazione del progetto OpenAgri (https://bit.ly/2V1W6tR, Ultima consultazione 5 giugno 2020)

[12] Fonte reperita dal sito Internet del Comune di Milano (https://www.comune.milano.it/aree-tematiche/relazioni-internazionali/progetti-ue/openagri, Ultima consultazione 5 giugno 2020).

[13] Fonti reperite dal sito Internet OpenAgri (https://open-agri.it/openagri/, Ultima consultazione 5 giugno 2020).

[14] Fonte: Comune di Milano (https://bit.ly/3ejfslV, Ultima consultazione 5 giugno 2020).

[15] Fonte reperita dal sito Internet del Comune di Milano (https://bit.ly/2Br2eVK, Ultima consultazione 5 giugno 2020)

[16] Fonte reperita dal sito Internet del Comune di Milano (https://bit.ly/2YeAKeS, Ultima consultazione 5 giugno 2020).

[17] Fonte reperita dal sito Internet del Comune di Milano (https://bit.ly/2ARUU5p, Ultima consultazione 5 giugno 2020).

[18] Fonte reperita dal sito Internet del Comune di Milano (https://www.comune.milano.it/aree-tematiche/relazioni-internazionali/progetti-ue/openagri, Ultima consultazione 5 giugno 2020).

[19] Fonte: intervista realizzata alla Cooperativa Sociale La Strada.

[20] Deliberazione della Giunta Comunale del Comune di Milano numero 124 del 10 febbraio 2017 (https://bit.ly/2Bsoa2r, Ultima consultazione 5 giugno 2020)

[21] Deliberazione della Giunta Comunale del Comune di Milano numero 1013 del 14 giugno 2019 (https://bit.ly/3fAiuCm, Ultima consultazione 5 giugno 2020).

[22] Sito Internet OpenAgri (https://open-agri.it/openagri/, Ultima consultazione 5 giugno 2020).

[23] Fonte: sito Internet del Comune di Milano, sezione Parchi cittadini, Parco della Vettabbia (https://bit.ly/2zOgYxf, Ultima consultazione 7 giugno 2020).

[24] Fonte reperita dalla Cooperativa Sociale La Strada.

Figura 1: Cartografia della Cascina Nosedo. Carta Tecnica Comunale di Milano del 2006 (Fonte: foto reperita dall’Associazione La Strada).

Figura 3: Aree limitrofe alla Cascina Nosedo. Carta Tecnica Comunale di Milano del 1990. Scala 1:1000 (Fonte: Geoportale SIT del Comune di Milano. Didascalia elaborata dall’autore, Ultima consultazione, 30 maggio 2020).

Figura 8: Orti abusivi. Carta Tecnica Comunale di Milano del 2006. Scala 1:1000 (Fonte: Geoportale SIT del Comune di Milano. Legenda elaborata dall’autore, Ultima consultazione, 6 giugno 2020).

Figura 9: Progetto del parco della Vettabbia verso Nosedo e Vaiano Valle (Fonte: Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della provincia di Milano. “Parco della Vettabbia – il ciclo dell’acqua: i depuratori di Milano”, Didascalia elaborata dall’autore, Ultima consultazione 7 giugno 2020).

27 pensieri su “La riqualificazione urbana ai margini di Milano. Il caso della cascina Nosedo

  1. C’era un progetto in occasione dell’Expo: recuperare le cascine ancora presenti in città e nelle aree immediatamente limitrofe, per realizzare b&b, studi di architettura ecc… Tutto fumo e niente arrosto, naturalmente. Spiace sempre molto riscontrare come il nostro patrimonio culturale, storico e ambientale venga letteralmente bistrattato e lasciato andare alla malora. Non capisco perché in Italia il crowdfunding non venga attuato, al contrario di altri paesi, se i fondi pubblici non ci sono o vengono utilizzati per altre cose. Sopravvive, così, solo chi persevera, a costo di grandi sacrifici. Un esempio? La cascina Campazzo nel parco agricolo del Ticinello, a sud di Milano. 🐄🐄🐄🐄

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    • Ho analizzato il progetto in questione: era stato fatto dal Centro Studi PIM nel 2009 e poi aggiornato nel 2014. Il problema della riqualificazione delle vecchie cascine riguarda soprattutto trovare da parte del Comune di Milano un progetto valido ed un Ente che garantisce programmi di inclusione sociale rispettando determinati requisiti. C’è anche da dire che molte volte un Ente propone un’idea che però non soddisfa i requisiti dell’Amministrazione Comunale. Secondo me in Italia il Crowfunding non viene valorizzato al 100%. Per quanto riguarda il patrimonio culturale, storico, artistico, ambientale milanese non credo che sia abbandonato. Per quanto riguarda le cascine milanesi, oggi è difficile poter ripristare la vocazione agricola che questi immobili avevano fino agli anni Cinquanta o Sessanta. Si può arrivare a casi estremi di uso di questi immobili come ad esempio una piccola area di una cascina localizzata a San Giuliano Milanese presenta delle insegne di un negozio a luci rosse. (https://maps.app.goo.gl/BCHRC45rJVEw3BzS8)

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  2. Beh, sì, quello è proprio un caso estremo … Certo, non si può ritornare indietro nel tempo, ma ci sono tante cascine, almeno nella mia zona, che veramente andrebbero valorizzate e versano in condizioni pietose. Ok, l’inclusione sociale, ma anche attività di ricezione turistica, ricreative, didattiche ecc, se controllate e in armonia con il contesto, e non fonte di speculazioni, porterebbero servire a portare i fondi necessari al recupero. Troppa burocrazia e poca creatività imprenditoriale (quella sana, intendo) sono i soliti mali del nostro paese. 😎

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    • Nella mia zona sono la.maggior parte sono state riqualificate. La cascina che parlo all’interno dell’articolo non è riqualificata al 100% però sono stati fatti dei passi importanti. Nell’area sud c’è però ancora qualche immobile abbandonato e con il progetto bloccato: mi riferisco alla Cascina Gerola a Chiaravalle oppure diversi ex immobili rurali a Vaiano Valle attualmente occupati abusivamente. Secondo me il problema principale è la burocrazia italiana che è un po’ lenta anche ad esempio quando il Comune pubblica il bando per poter affidare in locazione la cascina ad un nuovo Ente.
      Per quanto riguarda l’inclusione sociale, il progetto del 2009 in vista di EXPO 2015 prevedeva che molte cascine milanesi sarebbero diventati dei piccoli centri ricettivi condivisi: mio parere manca proprio questa tipologia di inclusione.

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  3. Nella mia zona ce ne sono almeno una decina, di cascine. Suppongo siano tutte proprietà private. Il loro recupero comporta cifre importanti, difficili da reperire. Quindi, ognuno fa quello che può. Se si pensa ad es. a Ronchetto delle Rane, borgo storico e agricolo sopravvissuto in città, ci si rende conto che serve davvero un aiuto esterno. Inoltre, alcuni cittadini avrebbero anche delle belle idee, ma se non sei nella manica di questo o quell’assessore, manco ti ascoltano…

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    • Conosco Ronchetto delle Rane 😊 purtroppo se ci sono poche risorse è difficile poter pensare a dei programmi di riqualificazione. Anche se in gruppo di cittadini ha un’idea poi risulta difficile proporlo agli attori locali in questione per i tanti passaggi che prevede il nostro ordinamento.

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