I murales nelle politiche urbane

Questo articolo approfondisce la storia dei murales nelle città. Successivamente il discorso verterà sulle politiche urbane ed il legame tra queste ultime con i murales. Infine, verrà affrontato il caso dei murales nella città di Milano con alcuni esempi di rigenerazione urbana.

I murales sono delle rappresentazioni pittoriche che creano un forte impatto visivo nei confronti della collettività. Il motivo principale riguarda essenzialmente la semplicità dei disegni e la vivacità dei colori.

Il murales però è diverso da un graffito. Quest’ultimo, anch’esso molto colorato ed appariscente, mostra soltanto il nome d’arte della persona che lo compone ed è meno decorativo rispetto al murales. Inoltre, nella maggior parte dei casi, un graffito ha l’obiettivo di “sporcare” il monumento o un muro di un edificio di pregio storico. ⛪🏛️ Un esempio concreto lo potrai osservare nella Figura 8 all’interno dell’articolo.

I primi graffiti nascono a partire dagli anni ‘60 del Novecento con la diffusione delle bombolette spray contenente clorofluorocarburi (CFC) grazie ad un aumento della cultura hip-hop negli Stati Uniti d’America e quella punk-rock in Europa. Il freon (clorofluorocarburi – CFC) nelle bombolette spray fu usato fino al 1989. I primi esperimenti di murales risalgono nel periodo storico che abbraccia la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Non erano murales come li conosciamo noi oggi. In realtà erano disegni che decoravano gli interni di edifici importanti dei centri urbani dell’epoca come, ad esempio, le Università o i palazzi del Comune. 🏢

Durante il Novecento i murales iniziano ad essere usati per comunicare e veicolare contenuti politici e ideologici. A titolo di esempio, si può ricordare nel 1920 la rivoluzione politica e sociale in Messico. 🇲🇽 In quel caso, i murales erano da supporto alla rivoluzione politica e culturale del paese.

Questa corrente di pensiero arriva anche in Italia e di preciso durante il Ventennio della Dittatura. 🇮🇹 Nel 1933 il pittore 🎨 Mario Sironi elabora per il Regime il “Manifesto per la pittura murale” con l’obiettivo di rafforzare la campagna mediatica del Partito. 🗳️ Anche in questo caso, i murales sono diversi rispetto a quelli attuali, perché contenevano soprattutto messaggi politici. Queste forme d’arte vengono dipinte in luoghi con maggior afflusso della collettività, come ad esempio le stazioni ferroviarie, gli uffici che si occupavano delle Regie Poste e Telegrafi, 📯🏤✉️ i Ministeri e le Università. Questa tipologia di murales nello stesso periodo storico era presente anche in Germania.

Invece negli Stati Uniti d’America, 🇺🇸 durante la Grande Depressione scaturita con la crisi del 1929, il murales aveva l’obiettivo di incoraggiare la collettività. Il Presidente Franklin Delano Roosevelt in contemporanea al Piano New Deal approva anche il “Federal Act Project”. Diversi artisti avevano il compito di creare dei murales con l’obiettivo di risollevare la collettività dalla crisi attraverso delle rappresentazioni che diffondevano serenità ed ottimismo per il futuro.

A partire dal Secondo Dopoguerra e fino ai giorni nostri, i murales hanno iniziato ad essere uno strumento utile all’interno delle politiche urbane. 🚧🏗️

Che cosa sono le politiche urbane?

Una politica urbana è un’azione che influisce e / o determina l’assetto della città. Una prima grande suddivisione è quella tra le politiche territoriali e le politiche generali. Queste ultime hanno un effetto sugli “elementi di base della città”, come, ad esempio le politiche economiche, fiscali, amministrative ed ambientali. Le politiche territoriali, invece, riguardano “interventi localizzati o localizzabili” all’interno dell’area urbana.

Alcuni esempi di politiche urbane a carattere territoriale sono:

  • Riqualificazione urbana;
  • Rigenerazione urbana;
  • Azioni di marketing del territorio;
  • Mega eventi come, ad esempio, un’Esposizione Universale (EXPO) oppure le Olimpiadi;
  • Azioni per il contenimento dell’inquinamento;
  • Active aging;
  • Housing sociale.
Riqualificazione urbana” e “Rigenerazione urbana” ti sembrano la stessa cosa? Vediamo alcune piccole differenze. 
RIQUALIFICAZIONE URBANARIGENERAZIONE URBANA
Si tratta di un’azione fisica e specifica sullo spazio urbano della città.
La riqualificazione urbana può essere a grande scala o a piccola scala.

Ad esempio: nel primo caso, a grande scala, la riqualificazione potrebbe riguardare una vecchia area industriale dismessa, la quale viene trasformata in un quartiere residenziale e con diverse funzioni per la collettività.
Nel secondo caso, a piccola scala o scala locale, la riqualificazione riguarda una piccola area all’interno di un quartiere della città quindi, ad esempio, la riqualificazione di una vecchia cascina.

Abbiamo interessi e partecipazione da parte dei privati per la crescita del valore dei suoli. Inoltre, la Pubblica Amministrazione assume posizioni neo-liberali.
Sono azioni che mirano uno sviluppo economico di alcune aree o quartieri di un centro urbano.

Ad esempio: politiche volte a migliorare la vivibilità di quartieri degradati rigenerando i luoghi della collettività come potrebbe essere una piazza.

All’interno dell’area si immettono nuove funzioni innovative e culturali. Si ha la partecipazione degli attori locali. Essi possono essere i cittadini del quartiere o le associazioni.

La riqualificazione e rigenerazione urbana nascono in periodi storici differenti.

  • ANNI ‘40 – ‘70: negli Stati Uniti d’America si afferma l’“Urban Renewal”;
  • ANNI ‘70: programma di “Rinnovo Urbano” in Europa;
  • ANNI ‘80: aumento problematiche urbane → Si diffonde il concetto di Riqualificazione urbana;
  • DAGLI ANNI ‘90: aumento del dibattito → Questione Rigenerazione urbana.
Affrontiamo ora le politiche urbane ed i murales in un caso di studio concreto: il Comune di Milano.

Le politiche urbane all’interno del capoluogo lombardo hanno subìto un’evoluzione durante il Novecento. Come sottolinea Bolocan Goldstein (2009) all’inizio del secolo scorso la riqualificazione urbana era utilizzata per cercare di far crescere la città dal punto di vista dell’urbanizzazione come, ad esempio, attraverso la demolizione di vecchie aree o quartieri. Invece, si iniziò ad applicare la rigenerazione urbana a partire dagli anni 90 per poter dare una nuova linfa a porzioni di territorio degradate. 🏚️

Il rapporto tra le politiche urbane ed i murales all’interno della città di Milano non nasce però negli anni 90, ma è un fenomeno che ha iniziato a diffondersi a partire dagli ultimi dieci anni circa. È utile tener presente che i murales sono presenti solo se c’è una politica di rigenerazione urbana. Invece, è molto raro il caso di un murales all’interno di un nuovo quartiere nato, ad esempio, in una vecchia area industriale, 🏭 quindi con una politica di riqualificazione urbana.

Il primo murales che ho scelto si trova nel centro città. Il protagonista è Renzo Tramaglino de I Promessi Sposi romanzo storico di Alessandro Manzoni. Il murales è tratto dal Capitolo XV 📖 quando Renzo viene arrestato. Il disegno originale lo puoi notare nella parte destra della figura con l’illustrazione di Francesco Gonin, pittore ed incisore.

Figura 1: Murales dell'arresto di Renzo Tramaglino e disegno originale (Fonti: foto dell'autore, 2017 + scansione dell'autore, 2017)
Figura 1: Murales dell’arresto di Renzo Tramaglino e disegno originale (Fonti: foto dell’autore, 2017 + scansione dell’autore, 2017)

Questo murales è stato dipinto su un piccolo muro nei pressi della Basilica dei Santi Apostoli e Nazaro Maggiore, comunemente conosciuta con il nome di Basilica di San Nazaro in Brolo. ⛪ La maggior parte dei murales milanesi copre lo spazio di un muro oppure una facciata.

C’è un unico caso, invece, di un intero quartiere ricoperto da murales. Si tratta del quartiere Ortica, situato al confine est della città. A partire dal 2015, con la ricorrenza del 70° Anniversario della Liberazione, alcune associazioni del quartiere, su iniziativa spontanea, hanno realizzato un primo “Murales dedicato alle parole della libertà“.

Negli anni successivi e fino ad oggi tutti i murales sono stati realizzati dal duo chiamato “Orticanoodels” nome collettivo formato da “Wally” e “Alita“. Entrambi hanno frequentato lo IED di Milano, Istituto Europeo di Design, ed utilizzano la “tecnica dello stencil on stencil“. Essa è basata nel disegnare i ritratti di leader famosi, personaggi iconici o di artisti, i quali si sovrappongono alle parole per creare un rapporto continuo tra il soggetto ed il messaggio. Inoltre, è previsto un uso di tonalità di colori diversi sullo stesso soggetto.

Figura 2: Murales dedicato alla legalità (Fonte: foto dell'autore, 2017)
Figura 2: Murales dedicato alla legalità (Fonte: foto dell’autore, 2017)

Questo murales all’interno del quartiere insieme a quello della figura successiva, sono stati realizzati per rigenerare un ponte ferroviario. Si tratta del “Murales dedicato alla legalità” e del “Murales dedicato alla musica popolare“.

Il primo vuole rappresentare coloro che si sono battuti, e spesso hanno perso la vita, in nome della legalità e della giustizia. I protagonisti sono: Giorgio Ambrosoli, il Generale Carlo Alberto dalla Chiesa, Emilio Alessandrini, Mauro Brutto, Walter Tobagi, Tina Anselmi e Lea Garofalo.

Il secondo invece, è dedicato ai più prestigiosi e noti autori / interpreti della canzone milanese. ♬ Compaiono Ornella Vanoni, Enzo Jannacci, Dario Fo, Ivan Della Mea, Giorgio Strehler, Giorgio Gaber (pseudonimo di Giorgio Gaberščik) e Nanni Svampa (pseudonimo di Giovanni Svampa). Tutti questi artisti hanno citato il quartiere Ortìca nelle loro canzoni. 🎙️🎺 Enzo Jannacci aveva la residenza poco lontano dal quartiere.

Figura 3: Murales dedicato alla musica popolare (Fonte: foto dell'autore, 2017)
Figura 3: Murales dedicato alla musica popolare (Fonte: foto dell’autore, 2017)
Figura 4: Murales all'Ortìca dedicato ai fiori (Fonte: foto dell'autore, 2017)

Un altro murales molto bello all’interno del quartiere è quello nella Via Ortica. L’opera è dedicata al nome del quartiere “Ortìca”.

Il toponimo non deriva dalla pianta ma dai termini: “orto” e “ortaglia”: luoghi adatto alle coltivazioni nel vicino fiume Lambro.

Il murales ha l’obiettivo di mostrare i fiori 🌹🌺 ed il passato agricolo del quartiere. 🚜🌱

Figura 4: Murales all’Ortìca dedicato ai fiori (Fonte: foto dell’autore, 2017)

Figura 5: Murales dedicato ad Gianni Rivera e Sandro Mazzola (Fonte: foto dell'autore, 2019)

Passeggiando all’interno del quartiere si può trovare anche un murales dedicato allo sport e vicino al Centro Sportivo Scarioni.

La prima parte del murales è dedicata al calcio ⚽ con i dipinti di Gianni Rivera che giocò nel Milan 🔴⚫ dal 1960 al 1979 vincendo il Pallone d’Oro nel 1969, ed Alessandro Mazzola detto Sandro che militò nell’Inter ⚫🔵 dal 1961 al 1977.

Figura 5: Murales dedicato ad Gianni Rivera e Sandro Mazzola (Fonte: foto dell’autore, 2019)

Dal quartiere Ortica ad est di Milano ci spostiamo dalla parte opposta della città, ovvero a sud ovest. Ci troviamo a pochi passi dalla “Chiesa di San Cristoforo sul Naviglio”. 💒 Avevo approfondito la storia di questo particolare edificio religioso in un mio articolo del 29 febbraio 2020 ed intitolato “Navigli milanesi”.

A soli 130 metri in direzione nord della città e dall’edificio religioso, si trova un murales lungo 170 metri dedicato a Diabolik, il personaggio immaginario inventato da Angela Giussani nel 1962. Al progetto, della durata di un anno, hanno preso parte diversi attori locali tra cui il Municipio del quartiere, la casa editrice Astorina, i proprietari dei muri, 🧱 il MUDEC – Museo delle Culture di Milano, 🖼️ oltre gli sponsor NewLac, Consorzio Bramante e l’azienda Vibrostop. Le bombolette spray per completare l’opera sono state usate da un collettivo di giovani artisti nato nel 2014 e chiamato “We Run the Street“.

Le figure sotto rappresentano 4 murales differenti su un totale di 23.

La storia immaginaria ritrae Diabolik ed Eva Kant che scelgono il MUDEC - Museo delle Culture di Milano per compiere il loro furto. Successivamente vengono inseguiti dalla Polizia per le strade di Milano. I due protagonisti scappano prima a bordo della loro Jaguar E-Type nera e poi con un motoscafo al Naviglio Grande nei pressi della Chiesa di San Cristoforo sul Naviglio. La coppia seminerà le Forze dell'ordine, le quali estenderanno la ricerca anche al Naviglio Pavese. 
Curiosità

A tema di Diabolik oltre ai murales c’è anche un video musicale dedicato. 🎵🎶 Si tratta della canzone del gruppo Tiromancino dal titolo “Amore Impossibile” e pubblicata nel 2004.

Il video è un omaggio al film del 1968 dal titolo “Diabolik” diretto da Mario Bava. 📽️ Nel video musicale, il regista è lo stesso del film. I protagonisti sono Daniel McVicar nei panni di DiabolikClaudia Gerini (l’allora fidanzata di Federico Zampaglione, il cantante dei Tiromancino) nei panni di Eva Kant. Tra i protagonisti del video, la guardia giurata è interpretata da John Phillip Law, il quale nel film del 1968 interpretava Diabolik. 🎬

Video 1: Tiromancino – Amore Impossibile (Fonte: YouTube, autore Tiromancino)

Dopo i murales dedicati a Diabolik, ci spostiamo di qualche chilometro più a sud sempre sul Naviglio Grande. Su una facciata di un’abitazione privata si trova un grande murales dedicato a Roberto Baggio. L’opera è stata realizzata dal duo di Orticanoodels, gli stessi autori dei murales al quartiere Ortica. Il murales era stato realizzato pochi giorni prima dell’uscita sulla piattaforma Netflix 💻 del documentario dedicato al “Divin Codino” durante lo scorso giugno.

In questa figura puoi vedere un passaggio che ho citato ad inizio articolo nel 3° paragrafo: ovvero la differenza tra un murales e dei graffiti.

Figura 8: Murales dedicato a Roberto Baggio (Fonte: foto dell'autore, 2021)
Figura 8: Murales dedicato a Roberto Baggio (Fonte: foto dell’autore, 2021)

Questo viaggio si conclude da dove è cominciato: nel centro di Milano. L’ultimo murales che ho scelto si trova a soli 950 metri a sud rispetto al murales dedicato ai Promessi Sposi. L’opera, inaugurata lo scorso 26 luglio, è stata realizzata dall’artista “Cheone“, all’anagrafe Cosimo Caiffa.

L’edificio è “Casa Maiocchi“, un palazzo di pregio dell’altezza di cinque piani e costruito nel 1920. Il murales è molto sinusoidale ed ha dei riferimenti ad Antoni Gaudí (Antoni Gaudí i Cornet) architetto spagnolo e massimo esponente del modernismo catalano.

Figura 7: Murales su Casa Maiocchi (Fonte: foto dell'autore, 2021)
Figura 7: Murales su Casa Maiocchi (Fonte: foto dell’autore, 2021)

Grazie per la lettura!


FONTI (ULTIMA CONSULTAZIONE 07.09.2021):

18 pensieri su “I murales nelle politiche urbane

  1. I graffiti non mi sono mai piaciuti, con le loro scritte tutte uguali con caratteri “appuntiti” che non destano il mio interesse.

    I murale tutt’altra cosa, sono spessissimo opere d’arte vere e proprie che abbelliscono città e panorami. A Padova ne abbiamo alcuni (i più recenti dedicati ai medici impegnati contro la pandemia) ma proprio la settimana scorsa mi è capitato, durante una gita in montagna, di vederne ben 3 lungo dei paesini di cui non ricordo assolutamente il nome, tutti e 3 questi murales di ispirazione faunistica con uccelli, pesci ed uno più strano con 2 animali che giocavano a carte. Molto belli.

    Piace a 1 persona

    • Grazie per questo commento Andrea!

      Anche a me i graffiti non piacciono. Fino a circa 20 anni fa a Milano c’erano graffiti ovunque, pure sui mezzi pubblici del trasporto pubblico o locale.
      Per fortuna la rotta è molto cambiata, non voglio dire che i graffiti sono spariti dalla mia città, ma alcuni episodi estremi non ci sono più.

      I murales oltre alla bellezza ci comunicano tanto.
      Anche da me nell’ultimo anno e mezzo sono nati murales dedicati alla lotta contro la pandemia.

      La maggior parte dei murales a Milano riguarda o personaggi storici oppure persone illustre che rappresentano o hanno rappresentato in qualche modo la città. Forse da me ci vorrebbero più opere del genere dedicate alla natura.

      Piace a 1 persona

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