Il Santuario sotto la Chiesa di Santa Maria alla Fontana

Un luogo nascosto a nord di Milano

Il Santuario sotto la Chiesa di Santa Maria alla Fontana è uno di quei luoghi del capoluogo lombardo che almeno una volta bisogna visitare anche se non si trova in pieno centro città.

Prima di entrare in questo luogo sacro torniamo indietro nel tempo di cinquecento anni per capire le origini dell’area.

Il Santuario sorge in una porzione del territorio molto a nord rispetto al Duomo di Milano, ma soprattutto fuori dalle mura cittadine. La conformazione geografica dei territori fuori dalle mura presentava un paesaggio poco antropizzato. Erano presenti soprattutto aree agricole, piccoli boschi, fontanili e marcite, i quali facevano da contorno poche strade che erano collegate alle porte medioevali della città.

Usciamo da una di queste chiamata “Porta Comacina (Porta Comasina)”. Essa era collocata nel tratto iniziale dell’attuale Corso Garibaldi, ed era chiamata così perché collegava Mediolanum (Milano) con due grandi arterie stradali Cremona (Cremona) e Comum (Como). Passata la porta iniziamo ad osservare nel nostro cammino grandi campi e tanto verde.

Figura 1: Cartografia delle aree a nord della Porta Comasina fuori dalle mura di Milano e disegno della fonte d’acqua sorgiva (Pubblicazione interna del Santuario, autore dei disegni sconosciuto, data sconosciuta)
Figura 1: Cartografia delle aree a nord della Porta Comasina fuori dalle mura di Milano e disegno della fonte d’acqua sorgiva (Pubblicazione interna del Santuario, autore dei disegni sconosciuto, data sconosciuta)

Superato il bivio tra le due strade di Como e Cremona, e rimanendo sulla sinistra in direzione di Como, incontravamo le diverse proprietà agricole che appartenevano ai monaci benedettini cassinesi della Chiesa di Sant’Simpliciano e vicino alla Chiesa di Santa Maria Incoronata. Osservando attentamente oltre le proprietà dei monaci, il paesaggio attorno a noi presentava un’inedita area adibita a bosco con un grande avvallamento del terreno chiamato sin dai tempi antichi “Fontanile dei Visconti”. Dalla depressione del terreno si notava una fonte d’acqua sorgiva.

La fonte d’acqua era spesso meta di diversi pellegrini i quali la consideravano curativa e miracolosa. Le sue proprietà erano particolarmente indicate per curare i problemi dell’apparato articolare come, ad esempio, le artrosi e le artriti. Ma non solo questi malanni, molti devoti da Milano andavano fuori dalle mura della città per guarire dal raffreddore o dalla bronchite.

Ben presto il fontanile divenne molto famoso, tanto che nell’Estate del 1506 in quel luogo Carlo II d’Ambroise, governatore di Milano sotto Re di Francia Luigi XII di Valois-Orléans, era guarito da un’infezione agli occhi. Successivamente il Governatore, in segno di riconoscimento, decise fare un’oblazione (offerta) ai monaci della Chiesa di Sant’Simpliciano per far sì che in quell’area verde venisse costruito un Santuario. L’inizio dei lavori per la costruzione del Santuario, secondo i registri notarili dell’epoca, risale al 20 Marzo 1508. Però davanti all’ingresso del Santuario, ancora oggi, è presente una pietra commemorativa con una data diversa: ovvero la posa della prima pietra era stata effettuata sei mesi prima.

La chiesa non era stata ancora costruita e venne edificata solamente a partire dal 1630, circa un Secolo dopo la realizzazione del Santuario. Il complesso di Santa Maria alla Fontana è composto da diverse parti: il Santuario, la chiesa, posta a un livello superiore e a esso collegata da una scala, i chiostri ed infine i locali parrocchiali.

La facciata della chiesa che oggi possiamo osservare, è stata ricostruita nel 1922 dagli Architetti Enrico Griffini e Paolo Mezzanotte.

Ma per arrivare al Santuario non bisogna entrare nella chiesa, bensì imboccare una piccola stradina e successivamente delle scale poste alla destra osservando frontalmente l’edificio religioso.

Figura 2: Facciata della Chiesa di Santa Maria alla Fontana (foto personale, 2023)
Figura 2: Facciata della Chiesa di Santa Maria alla Fontana (Foto personale, 2023)

Questo piccolo passaggio ci conduce al Santuario e alla pietra di fondazione che ho citato pochi paragrafi fa. La posizione del Santuario nel corso dei Secoli è rimasta immutata, ovvero in quell’area pianeggiante curata dai monaci. L’area intorno, invece, ha subìto le diverse trasformazioni urbane creando nel tempo un dislivello di 3 metri con la chiesa. Questa distanza viene colmata attraverso delle scale.

Il Santuario è costituito da una cappella quadrata coperta della grandezza di 12 metri per lato e da una volta ribassata, al cui interno è posta la fonte miracolosa. La volta è affrescata ed ha la forma di un ombrello, suddivisa in dodici spicchi.

Le decorazioni sono molto belle da osservare ed hanno colori molto lucidi con la presenza del colore oro.

Al centro troviamo Dio Padre benedicente in legno e stucco dorato e risale ai primi anni del 1500. Gli affreschi dei “dodici spicchi” appartengono ad un periodo successivo rispetto alla raffigurazione del Dio Padre benedicente. Le rappresentazioni come suggerito dal numero degli “spicchi”, sono gli Apostoli ad eccezione di Giuda: al suo posto è raffigurato San Paolo.

Figura 3: Interno del Santuario di Santa Maria alla Fontana (Foto personale, 2023)
Figura 3: Interno del Santuario di Santa Maria alla Fontana (Foto personale, 2023)

Ogni apostolo ha in mano un oggetto che lo contraddistingue oppure lo “strumento” del proprio martirio. Le specchiature vicino all’altare hanno anche loro quattro affreschi di un periodo successivo di circa dieci/quindici anni rispetto alle opere della Sacrestia (situata tra le scale di discesa al Santuario ed il Santuario stesso). Non si conosce l’autore ma egli apparteneva alla scuola di Bernardino Luini. Sono rappresentati: San Giovanni Battista, la Visitazione, la Natività e San Rocco.

I quattro angoli del sacello sono decorati anche loro con degli affreschi. Il periodo storico di quest’ultimi risale ad un periodo posteriore rispetto alle decorazioni della volta, ovvero al terzo quarto del XVI Secolo. In questo periodo il Santuario era gestito dai padri Minimi. Le quattro opere rappresentate sono: l’Annunciazione, anche qui sia la Natività che la Visitazione ed infine la Fuga in Egitto.

Al centro dell’altare si trova sotto il livello del pavimento l’antica fonte del Santuario. Come puoi notare dalla foto, ancora oggi è presente la lastra originale della fonte rinvenuta grazie ad un restauro del 1956. Sono presenti ancora gli undici zampilli.

Figura 4: Lastra originale della fonte sorgiva (Foto personale, 2022)
Figura 4: Lastra originale della fonte sorgiva (Foto personale, 2022)

Vicino alla fonte sono presenti delle scale dove a distanza di cinquecento anni, è possibile avvicinarsi ad uno degli undici zampilli per poter raccogliere anche noi l’acqua e berla.

L’acqua del Santuario di Santa Maria alla Fontana (Registrazione personale, 2022)

L’acqua miracolosa da questa fonte uscii ininterrottamente quasi per tutto l’Ottocento. Il pellegrinaggio dai tempi del 1500 e della guarigione da parte del Governatore di Milano non si era fermato, anzi, dal momento in cui questo luogo fu adibito a Santuario, le processioni dei fedeli erano aumentate, non solo da Milano ma anche dai luoghi vicini.

Nella Seconda metà dell’Ottocento, il Santuario con la sua acqua miracolosa stava resistendo ai primi cambiamenti dettati dalla Rivoluzione Industriale. Nelle aree vicino a tutto il complesso di Santa Maria alla Fontana erano stati costruiti diversi opifici e piccole fabbriche. Proprio una di queste decretò la fine del luogo come area adibita al pellegrinaggio. Il 2 Maggio 1897 scoppiò un incendio ad un’industria di bitume localizzata proprio vicino al Santuario. Il bitume fuoriuscì ed entrò nel terreno inquinando in maniera definitiva l’acqua miracolosa.

Il danno fu irreparabile, ma non da chiudere definitivamente il Santuario. L’Amministrazione Comunale decise di collegare la grande lastra all’acquedotto comunale. Quindi oggi dagli zampilli esce acqua potabile al pari delle fontanelle della città. È come se fosse una piccola fontana. Ma lo stesso dalla fine Ottocento, anche se il Santuario aveva perso la sua vocazione originaria, i fedeli passavano per compiere il vecchio gesto.

All’esterno del Santuario era presente una grande vasca della grandezza di circa 10 metri e lungo circa 50 metri (quindi pari all’intero porticato). La vasca era alimentata direttamente dall’acqua della sorgente miracolosa.

L’ultima area ancora da visitare sono i due chiostri. Essi si trovano ai lati del Santuario e sono formati da cinque colonne per lato per un totale di sedici colonne.

Figura 5: Chiostri del cortile esterno al Santuario (Foto personali, 2022)
Figura 5: Chiostri del cortile esterno al Santuario (Foto personali, 2022)

I chiostri in antichità servivano ad accogliere le persone bisognose che erano appena arrivate al Santuario.

Concludo l’articolo con un mio breve video che riassume i punti salienti presenti in questo articolo.

Video 1: La sorgente nel Santuario sotto la Chiesa di Santa Maria alla Fontana (Video personale, 2022-2023)

Qui sotto invece, la mappa per poter raggiungere la chiesa e visitare il Santuario.


Fonti

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17 pensieri su “Il Santuario sotto la Chiesa di Santa Maria alla Fontana

  1. Pingback: Chiesa di Santa Maria Incoronata in Milano | Gianluca Brescia blog

  2. No, va beh, io resto sempre più che meravigliata nel leggere i tuoi post. Di questo Santuario sotterraneo, per esempio, non conoscevo né la piazza né, ovviamente, la chiesa. Pazzesco! E chissà quante volte ci son stata in quella zona. Ah, ma ci vado, neh, ci faccio un salto appena mi trovo da quelle parti. Tra l’altro, i segreti al di sotto dei sagrati (più o meno) mi stuzzicano non poco: è quella Storia che resiste ai secoli. Questo luogo, poi, a quanto vedo è ben curato… e questo mi fa piacere.

    Quello che non mi entusiasma è la facciata della chiesa 😏.
    Chissà se l’interno è migliore… vedrò.

    Sono tecnicamente perfette anche le foto, Gianluca. 😉

    LodiLodiLodi, Gianluca 😊

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