Un’usanza tra passato e presente sulla storia delle consegne del latte a domicilio
Le consegne del latte in Inghilterra ed anche in tutto il Regno Unito nascono nell’Ottocento, non solo nelle isole britanniche ma anche in altre aree geografiche. In quel tempo il latte veniva portato attraverso delle carrozze con cavalli.
Nei paesi anglosassoni nello specifico il latte a domicilio iniziava ad essere fornito alle famiglie a partire dagli anni Cinquanta dell’Ottocento, anche se non tutti però potevano beneficiare di questo servizio. Dalle lontane fattorie partivano dei cavalli i quali trasportavano il latte attraverso un piccolo carretto per poter raggiungere i vari villaggi. Questa attività però non riguardava solamente le lunghe distanze ma era presente anche all’interno delle città.

Il lattaio, tradotto in inglese “Milkman”, si fermava davanti alle porte delle abitazioni e dal carretto prendeva un cestino. All’interno erano presenti dei piccoli contenitori di latte, quasi grandi quanto una bottiglia. A questo punto il Milkman lasciava la piccola confezione di latte non scremato davanti al portone dell’appartamento e nello specifico proprio nell’angolo di apertura della porta.
A fine giornata il Milkman rifaceva lo stesso giro del mattino presto per poter ritirare i contenitori di latte vuoti.

In quel periodo storico la consegna del latte non prevedeva l’utilizzo delle bottiglie perché non erano state ancora brevettate. Il primo brevetto di una bottiglia risale al 1878 ed anche il latte iniziò a finire dentro questi nuovi contenitori di vetro. I consumatori, non dovevano riempire più dei contenitori di loro proprietà ed avevano a disposizione anche un piccolo cestello o scatoletta, i quali servivano a porre le bottiglie all’interno.
Nelle abitazioni inglesi non erano ancora presenti dei veri e propri sistemi di refrigerazione degli alimenti o comunque un macchinario che poteva garantire aria fredda a sufficienza per il latte. Il frigorifero, anche se era stato brevettato nel 1835, non poteva essere già presente in tutte le case inglesi, e neanche per coloro che vivevano in aree remote.
Il lattaio faceva capolino davanti alle porte tutte le mattine per lasciare una o più bottiglie per gli inquilini dell’abitazione e questa abitudine avveniva anche se c’era una sola persona che ci abitava.

Nel corso dei decenni successivi, i Milkmen continuavano ad essere sempre più presenti sia nelle città inglesi ma anche nei villaggi rurali. Proprio però questi ultimi consumatori, localizzati geograficamente in aree remote, rappresentavano un primo problema per i lattai, visto che magari da una frazione all’altra servivano diverse ore di viaggio con dei mezzi di trasporto non all’altezza per compiere tragitti lunghi.
L’attività dei “lattai a domicilio inglesi” rimase pressoché immutata per tutta la prima metà del Novecento ovviamente con diverse innovazioni.
Una di queste era la conservazione del prodotto perché le innovazioni tecnologiche per quanto riguarda le bottiglie di vetro, permettevano di trasportare un quantitativo di latte superiore rispetto agli anni passati. Ogni bottiglia aveva sul tappo un piccolo sigillo in alluminio.

Le tecnologie nella mobilità avevano raggiunto anche questo settore, quindi i vari Milkmen avevano a disposizione dei piccoli furgoncini (in inglese: Van) molto più veloci, versatili e capienti rispetto ai mezzi di trasporto di inizio Secolo che erano carrozze o carretti trainati da cavalli.

Nella Seconda metà del Novecento, l’attività dei lattai inglesi era cambiata rispetto al periodo storico precedente ai conflitti mondiali ma anche alla fine degli anni ‘40. I controlli erano aumentati ed erano molto più rigorosi, questo era dovuto ad diversi Milkmen che prima delle consegne al mattino presto allungavano il latte fresco con acqua.
Se inizialmente i Milkmen potevano garantire un aumento dell’offerta grazie al latte conservato in confezioni di cartone o plastica, ben presto dovettero fare i conti con una concorrenza spietata.
Si trattava dell’avvento di piccoli negozi a carattere locale, i quali avevano a disposizione bottiglie di latte già pronto, sempre fresco a tutte le ore della giornata e soprattutto ad un prezzo molto più basso. I vari Milkmen, invece, consegnavano da sempre solamente il latte non pastorizzato.

Nonostante le novità introdotte dalla grande distribuzione organizzata, i Milkmen continuavano ad esercitare la loro attività: all’inizio degli anni ‘70 erano presenti ancora 40˙000 lattai.
Proprio in quel periodo, ed esattamente nel 1971, il mestiere del Milkman entrava a far parte anche della comicità inglese. Il famoso comico ed attore Benny Hill, famoso per il suo programma “The Benny Hilly Show”, incise una canzone-commedia dal titolo: “Ernie (The Fastest Milkman In The West)”.
Il brano, ispirato all’attività giovanile del comico da Milkman, racconta le gesta del lattaio Ernie che con il suo carretto di bottiglie di latte trainato da cavalli. Durante le sue consegne giornaliere Ernie cerca di conquistare la signora Sue. Il Milkman Ernie, non sa che però dovrà vedersela con il fattorino del pane, anche lui innamorato di Sue. Dopo una sfida a duello, avrà la meglio il fattorino del pane Ted il quale sposerà la signora Sue.
Il brano di Benny Hill raggiunse la vetta nella UK Single Chart a Dicembre 1971 per poi arrivare al 1° posto durante le festività del Natale.
Solamente dieci anni prima alla canzone di Benny Hill, il mestiere del lattaio era entrato nelle case degli inglesi sotto un’altra veste, ovvero attraverso un gioco in scatola intitolato “Merry Milkman Game” del 1960.

Dopo queste piccole curiosità, ritorniamo negli anni ‘70 e c’è da ricordare che nel 1976 per la prima volta una donna iniziò ad esercitare la professione da lattaia, quindi Milkwoman. La novità era stata introdotta grazie ad una Legge del 1975 chiamata “Sex Discrimination Act” ed abrogata poi nel 2010. Attraverso questo atto, il Parlamento Inglese proteggeva gli uomini e le donne dalla discriminazione sulla base del sesso o dello stato civile. L’ambito di applicazione era soprattutto sull’occupazione, formazione e l’istruzione.
![Figura 7: Milkman con diverse tipologie di confezioni di latte (GettyImages.it, autore di tutte le foto [furgone, latte nel contenitore di plastica, latte nel cartone] Dave Thompson, 2011)](https://gianlucabresciablog.files.wordpress.com/2023/05/03-04-05.jpg)
Nelle ultimi dècadi del Novecento, l’attività della consegna del latte a domicilio era ormai ridotta ai minimi termini. Le aree inglesi di preferenza non erano più le città ma i piccoli villaggi. Anche la clientela era cambiata perché le famiglie inglesi ormai preferivano comprare il latte ad un prezzo basso e la quantità desiderata. Solamente la popolazione anziana era rimasta affezionata ai Milkmen. Successivamente i lattai sparirono quasi del tutto dalle strade inglesi.
Negli ultimi anni, ed esattamente dal 2018, l’attività del Milkman è ritornata di moda dopo che era quasi del tutto dissolta dagli anni ‘90 in poi. I fattori sono molteplici e derivano soprattutto da una necessità comune ovvero quella di ridurre l’utilizzo della plastica.
La maggior parte delle bottiglie o confezioni di latte oggi sono in plastica o cartone ed è raro trovare in giro quelle in vetro, non solo in Inghilterra ma anche, ad esempio, da noi in Italia o in altri Paesi. La riscoperta del Milkman viene percepita in un’ottica positiva sia da parte delle nuove generazioni ma anche dagli adulti. Quest’ultimi, ricordano quando da bambini o adolescenti si apriva la porta di casa e si prendeva la bottiglia di latte. Invece, per i ragazzi di oggi poter ricevere il latte a casa rappresenta uno dei piccoli passi verso la sostenibilità non sprecando plastica.
A partire dal 2020 l’attività è ulteriormente aumentata per via delle varie restrizioni dovute alla pandemia attraverso una concentrazione delle consegne nelle campagne inglesi. Vista l’emergenza, non veniva consegnato solo il latte ma anche beni di prima necessità come, ad esempio, uova, farina e per chi ne faceva richiesta anche succhi di frutta.
Oggi i Milkman in Inghilterra sono ancora presenti in diverse località. I servizi si sono adattati alle abitudini e gli stili di vita attuali. Una di queste è la possibilità di poter prenotare la quantità di latte desiderato tramite delle applicazioni per i telefoni cellulari così come la gestione dei pagamenti avviene digitalmente.
Le novità introdotte con le consegne nel periodo della pandemia sono rimaste. Nel dettaglio è possibile ordinare oltre al latte anche altri latticini.
Fonti
- 1900s.org.uk – Milk delivery from farms to houses, early 20th Century UK (Autrice “Webmaster’s mother”, articolo del 2002);
- BBC.com – Disappearing pinta: Are the milkman’s days finally numbered? (Autrice Nessa Tierney, articolo del 25 Marzo 2016);
- Discogs.com: Benny Hill – Ernie (The Fastest Milkman In The West) (1971);
- Figura 1: Facebook.com, autore e data sconosciuti;
- Figura 2: Mirror.co.uk, autore e data sconosciuti;
- Figura 3: BBC.com, autore e data sconosciuti;
- Figura 4: Metro.co.uk, autore David Lynch, data sconosciuta;
- Figura 5: TheThelegraph.co.uk, autore Hulton Archive, data sconosciuta;
- Figura 6: Flickr, autore “BRG2”, 1980;
- Figura 7: Tomsk3000.com, autore “Tomsk3000”, data sconosciuta;
- Figura 8: GettyImages.it, autore di tutte le foto [furgone, latte nel contenitore di plastica, latte nel cartone] Dave Thompson, 2011;
- GamberoRosso.it – A Londra tornano i lattai a domicilio. Il latte in vetro consegnato porta a porta (Autrice Michela Becchi, articolo del 5 Novembre 2019);
- GamberoRosso.it – L’Inghilterra riscopre il mestiere del milkman. Ora il latte si consegna di nuovo a domicilio (Autore Livia Montagnoli, articolo del 14 Marzo 2021);
- GamberoRossoInternation.com – The UK rediscovers the milkman. Now milk bottles are delivered to doorsteps again (Autore Gambero Rosso, articolo del 18 Marzo 2021);
- Legislation.gov.uk – Sex Discrimination Act;
- Metro.co.uk – How a hero milkman has kept his community afloat during the pandemic (Autore Daniel Lynch, articolo del 5 Dicembre 2020);
- Mirror.co.uk – Why has the traditional milkman vanished and what was it like in his heyday? (Autore Andrew Ward, articolo del 26 Novembre 2016);
- PianetaDonne.blog, Non solo riciclo – A Londra ricomincia la consegna a domicilio del latte in bottiglia di vetro per ridurre il consumo della plastica (Autore Adriano, articolo del 22 Ottobre 2019);
- Spotify: Benny Hill – Ernie (The Fastest Milkman in the West);
- StephenLiddell.co.uk – A brief history of Milkmen (Autore Stephen Liddell, articolo del 1° Giugno 2017);
- Una Soffitta Per Due – Il ritorno del Milkman: la tradizione del latte a domicilio a Londra (Autrice Simona Marri, articolo del 5 Aprile 2021);
- TheDiairyAlliance.com – A Brief History of Home Milk Delivery (Autore sconosciuto, articolo del 3 Giungo 2020);
- Themodernmilkman.co.uk;
- TheThelegraph.co.uk – Why millennials like me have fallen back in love with the milkman (Autrice Claire Cohen, articolo del 14 Agosto 2019);
- Tomsk3000.com – 1960 Merit Merry Milkman Game by J & L Randall, England;
- YouTube: Benny Hill – Ernie (The Fastest Milkman In The West) (Autore Benny Hill);
- Video 1: YouTube, autore British Pathé, video caricato nel 2014;
- Video 2: YouTube, autore BBC London, video caricato nel 2018;
- Video 3: YouTube, autore “The Modern Milkies”, video caricato nel 2021;
- Wikipedia English – Benny Hill;
- Wikipedia English – Ernie (The Fastest Milkman in the West);
- Wikipedia English – Sex Discrimination Act.
Bellissima curiosità, non lo sapevo, grazie per la condivisione! 🥰❤️
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Grazie mille Giada! Mi fa piacere che ti sia piaciuto ✨️🥛
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Gran bell’articolo! Davvero interessante e per me ha risvolti anche affettivi, se vogliamo; da noi erano le persone che venivano presso la nostra azienda zootecnica a predersi il latte fresco ogni mattina; soprattutto lo facevano i turisti che in estate si venivano aprendere il fresco in montagna.. e il latte ;). Bello fare questo tipo di ricerche. Grazie. 🙂
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Grazie mille Elena! Mi fa piacere.
Ho voluto approfondire le consegne del latte nello specifico in Inghilterra. Ovviamente non esistevano / esistono solo lì ma anche in tante altre parti (come ho scritto nelle prime righe).
Qui in Italia le consegne del latte avvengono soprattutto in aziende a carattere locale, come mi hai scritto tu.
Ti ringrazio molto per il tuo commento! ✨️
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Grazie a te. Penso che quella che hai descritto sia proprio una storia tipica inglese… spesso si vede il lattaio anche nei film e io, se tu non avessi scritto questo articolo, sarei rimasta a quella conoscenza di questa attività e di questa figura. Grazie di uovo. Buona serata.
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Sì, era proprio ciò che volevo trasmettere, ovvero una piccola usanza inglese del passato ed in parte ritornata in alcuni casi.
Hai ragione, di solito il Milkman si vede nei film inglesi o in qualche vecchio filmato storico.
Serena serata anche per te! 🌌
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nuovo* scusa 😀
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L’uovo lo lascio alla gallina 🐔🐤🐥
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😀 😀
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😄
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Che bei ricordi che ho del Milkman che ogni mattina prima di andare a scuola mi faceva trovare il latte fuori dalla porta….quello col tappo rosso….e io prima di berlo prendevo la parte di sopra col cucchiaino..la crema…mmm delicious !
E poi passava ogni venerdì sera a ritirare il pagamento e lo segnava su una scheda che quando era piena di regalava 1 pint of milk 😃 grazie per questo ricordo della mia infanzia Gianluca
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Grazie per questo bel commento Isabella! Ha tanti tanti aneddoti e dettagli molto interessanti ed unici. 🥛 😀
Non ho mai visto dal vivo la consegna del latte a domicilio e chissà cosa significava l’attesa al mattino per poter vedere fuori dalla porta della propria casa 🏡 delle bottiglie di latte!
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Toh! non mi sarei mai aspettata questo post nutriente come il latte che – oltre a essere un tuffo nel passato (carretti cavalli e contenitori – penso in alluminio) per arrivare pian piano al presente (con le app per ordinare il latte e non solo) – è ricco di tante altre notizie interessanti.
Una di queste è la legge Sex Discrimination act che da noi, mi sa, è arrivata un bel po’ dopo.
Un’altra è la data del brevetto dei frigoriferi: 1835… non avrei mai pensato fossero così vecchi: ma anche quello delle bottiglie in vetro ha la sua bella età quasi bicentenaria.
Sempre belle le foto che solo tu riesci a pescare nel mare web… wow!
A proposito di “lattte a domicilio”, la mia nonna (quella del sud) mi raccontava che in paese (sperduto nelle vaste campagne) il latte lo consegnava direttamente il pastore mungendo la sua capretta direttamente davanti alla porta di casa del cliente; per il latte di pecora era diverso: il pastore lo consegnava versandolo da un’otre che portava sul mulo… altro che plastica, alluminio o vetro. 😉
E niente, ora e sempre nei secoli dei secoli complimenti per il tuo lavoro di ricerca!
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PS: in verità non me lo aspettavo nemmeno a quell’ora della notte ahahahahah ma l’ho recuperato stamane, l’importante è questo, no?
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È un pochino come bere una tazza di latte 🥛 prima di andare a letto. Comunque sì, un orario abbastanza inedito 🌃
Pensavo che vista l’ora magari te lo saresti perso in tanti altri articoli.
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eh ma, io ricevo le notifiche delle tue (e di qualcun altro blogger) pubblicazioni, quando Jk le manda 🫤
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Intendi solo le notifiche in app? La notifica per mail in teoria dovrebbe funzionare.
Quindi Jetpack lo abbrevi in Jk 😅
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ahahah! onestamente l’abbreviazione JK l’ho elaborata giusto or ora, ma penso l’adotterò a lungo e non metto il copyrite, sicché… 😉
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Stai sicura che non te la rubo 🫢
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io, comunque, la lascio libera da copyrite nel caso qualcuno la volesse adottare per velocità
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Io continuo ad usare WP
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aaaaaaaah! sì sì, intendo le notifiche in app, di quelle mail non ne ho
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Tempo fa anch’io avevo avuto questo problema riguardo alle notifiche, però era con la vecchia app. Poi si era sistemato
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A proposito, la vecchia app di WP funziona ancora a meraviglia e molto più celermente di JK. Davvero non so chi abbia messo in giro la notizia che non avrebbe più funzionato…
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Sei seria? Guarda che ritorno alla vecchia app.
Io pensavo che non si poteva più commentare, ricevere le notifiche e leggere articoli o commenti
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Serissima, Gianluca. Ho un tablettino vecchio che ormai uso solo per leggere gli ebook (ho un ereader ma lo detesto perché non sfoglio le pagine, mentre sul tab sì). Bon su quel tablet ho da sempre l’app di WP (quella blu), non l’ho cancellata e non solo mi arrivano ancora le notifiche, ma è davvero più veloce di JK. 🤷♀️
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Quindi nonostante gli aggiornamenti la vecchia app funziona ancora?
Io ce l’ho nel vecchio telefono ma è una versione vecchia non più aggiornata, e funziona.
Non vorrei che ci sia stato il messaggio di far passare tutti all’app Jetpack visto che nessuno se la filava.
Devo riprovare a rimetterla nel telefono attuale, anche perché preferivo la vecchia icona ed il blu.
Poi dal sito recentemente hanno cambiato una cosa: se vai nel Reader e poi sul Menu Cerca, ti mostra gli articoli più in tendenza in base a cosa seguono i tuoi follower (penso che sia così) e non più articoli a caso 😐
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uuuh questo sì che è interessante. Vado a spulciare nel reader. Sei swempre aggiornato su tutto tutto il mondo di WP… come farei senza di te?
MErci MErci, Gianlucà
🤗🤗
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Sì, ti indica anche l’elenco dei blog a destra.
Questa novità te la volevo dire last week poi mi sono dimenticato.
😊
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eheh… scordarello, ma che importanza fa settimana più o settimana meno?
Ti lascio un abbraccio e scappo in quel dell’altrove di aria e sole 😊
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Ma in realtà perché aspettavo di dirtelo in un tuo post, poi visto che la tua tua ultima pubblicazione è spezzata in due, allora mi ero concentrato di finire la lettura.
Ricambio l’abbraccio e buon sole ☀️ visto che per fortuna non è ancora troppo caldo.
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Ho provato a rimettere la vecchia app azzurra WP: non so perché ma non mi funziona 🤨🙁 forse se è già installata su un dispositivo fuziona ancora piuttosto che una nuova installazione.
Poi ieri ho dimenticato di dirti che dopo anni ho capito come si usano i Feed RSS.
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Sì, sicuramente da nuova non si può. Va beh, pazienza.
i Feed RSS? giuraaaaaaaaaaaaaaa!
Genio che sei… io non ci ho mai capito nulla!! 😒
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Quindi quella che hai tu (vecchia app) se non l’aggiorni continuerà a funzionare.
Io fino al 2020 avevo nel mio blog il link per i Fees RSS, anche perché qualcuno può seguirti in questo modo. Tempo fa avevo conosciuto su WP una blogger che aveva qualche follower con i Feed.
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quindi basta attivarli?
Ma quanti saranno che li usano? secondo me 3 persone 😅😅
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Ora ti dico come si fa: tempo fa avevo attivato i Feed anche per le mie registrazioni su Spotify.
Sì, sicuramente ora sono in pochi che li usano, visto che c’è l’app e per chi vuole le mail.
Devi aggiungere ” /feed ” alla fine del tuo indirizzo:
https://gianlucabresciablog.wordpress.com/feed/
https://anchor.fm/s/53fb5b8c/podcast/rss
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aaah, okay, è semplice da fare . GRAZIEEEEEEEEE
e il secondo link per cosa serve? cioè lo devo scrivere così? e dove?
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In realtà serve solo il primo link: è com’è quando ti avevo detto della pagina per il pulsantone.
Il secondo link è diverso dal primo ma solo perché riguarda le registrazioni del blog.
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👍 messaggio ricevuto, genio di WP ☺️
Buon lavoroooo… scappo wroooom
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Grazie Caterina ! Buon lavoro anche a te!
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Grazie per il commento Caterina! 😊 Hai capito perché l’altro giorno da te parlavo di “consegna” ? 🤭
Ho voluto raccontare brevemente cosa significava per gli inglesi poter aprire la porta della propria abitazione 🏡 e trovare una bottiglia di latte… con un pizzico di curiosità in più (la canzone del comico ed il gioco in scatola).
Ho voluto raccontare questa abitudine che sembra tanto lontana ed impensabile ai giorni giorni in una grande città.
Hai ragione, la legge sulle pari opportunità da noi è arrivata molto dopo.
Anche sulle foto ho fatto qualche selezione perché ho voluto inserirle rispettando la linea temporale dell’articolo, così come i 3 video.
Non pensavo che anche tu avevi qualche ricordo legato alla consegna del latte nelle campagne 🥛🐑 L’otre non è scomoda da trasportare? 😅
Grazie ancora per il tuo commento!
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già già, onestamente ripensandoci dopo un po’, son arrivata a immaginare si trattasse di consegna dei quotidiani, ma non son andata tanto lontana, dai 😊
E hai fatto proprio bene a volerlo raccontare, la memoria del passato non si deve abbandonare e andrebbe rispolverata di tanto in tanto. A far questo un poco, ma sempre più di rado ormai, aiutano film e libri datati o che narrano di storie antiche (che mi piacciono un botto).
I miei son ricordi di racconti di ricordi ahahahah che bisticcio di parole. Insomma riguardano la vita di paese di cent’anni fa e passa.
Non penso sia scomoda da portare a dorso di mulo, penso ne mettesse una per parte a mo’ di soma.
Perdona il ritardo nel risponderti ma il sabato è tutto un sali e scendi grrrrrrrrrrr.
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In effetti se cito “consegna” nessuno può pensare al latte.
Ogni tanto mi piace raccontare qualche curiosità anche del passato e che magari sembra molto lontana da noi.
Non pensavo questo tuo interesse in storie antiche.
“Racconti di ricordi” potrebbe essere una categoria da blog 😆
Non preoccuparti se non rispondi subito
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Il tuo articolo è come al solito eccezionale, per testo ed immagini.
In Italia credo fosse differente.
Da noi negli anni ’70 c’era il lattaio di quartiere, ma si trattava del proprietario del negozio di alimentari che, prima di aprire la bottega, passava casa-per-casa lasciando ai clienti abituali pane e latte di giornata.
Poi questa abitudine cessò.
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Grazie mille Andrea per il tuo commento!
Secondo me in Italia (forse) poteva variare in base alle aree geografiche: ovvero nei paesi o borghi piccoli magari una cosa molto simile a ciò che accadeva in Inghilterra con la consegna del latte poteva esserci. O magari con modalità simili di Padova replicate in altre città.
Però non saprei 🤔
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ciao Gianluca e complimenti (come sempre) per l’accuratezza del tuo articolo. Ti confermo che negli anni 80 una volta a settimana ( il mercoledi’ mattino per l’esattezza ), nei paesini sperduti nelle campagne di Mantova, passava un fornitissimo Milkman che offriva un po’ di tutto a dire il vero, nell’ambito del settore caseario. Io passavo lì parte delle mie vacanze estive, subito dopo la chiusura delle scuole, a casa della nonna e il mercoledi’ era il giorno più atteso….. perché arrivava finalmente il gelato!!! Quanti bei ricordi…. Ciao Gianluca!!!
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Grazie mille Serena! Mi fa piacere che tu abbia apprezzato questo piccolo viaggio nel tempo nelle consegne del latte inglesi 🥛
Non sapevo che in passato avevi visito dal vivo un’attività del genere per lo più qui da noi in Italia, la quale era relegata in piccole realtà locali.
C’era sempre un gusto di gelato 🍨 oppure vari assortimenti?
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Eccomi … Ricordo le coppette singole di alcuni gusti “basic” e creme e budini vari, oltre al latte e ai formaggi. L’offerta era abbastanza limitata però era un bel diversivo e noi bambini l’aspettavamo con ansia 😉. Diciamo che era una specie di precursore di Deliveroo che portava però tutto quello che aveva disponibile ! Ciao Gianluca buona serata !
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Però con coppette con gusti classici, creme e budini: dopo tutto l’offerta non era poi così limitata.
Secondo me meglio di Deliveroo, più empatia (forse).
Ciao Serena, buona serata anche a te e grazie ancora per i commenti!
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